«Meta ha progettato un prodotto pericoloso per i giovani utenti, sapeva che era pericoloso e ha mentito ai bambini, alle famiglie e alla comunità». Così il procuratore generale della California Rob Bonta ha riassunto la tesi dell'accusa nel maxi processo contro Meta, iniziato ieri con le arringhe iniziali. La società respinge le accuse e sostiene, al contrario, di aver investito ingenti risorse nella protezione degli adolescenti su Facebook e Instagram.
Meta ha stimato che le sanzioni potrebbero arrivare a 1.400 miliardi di dollari, una cifra ritenuta sproporzionata. Tuttavia, Bonta ha detto alla Cnn che i procuratori non hanno ancora quantificato i danni e che questa è una ricostruzione di Meta. Inoltre, il processo potrebbe cambiare il funzionamento di Facebook e Instagram. Gli Stati chiedono infatti restrizioni legate all'età e interventi sullo scorrimento dei contenuti. (riproduzione riservata)