Mediobanca balza in borsa all’indomani del lancio dell’ops su Banca Generali. Martedì 29 in apertura i titoli di Piazzetta Cuccia salgono di quasi il 3% a 17,97 euro in scia all’operazione che porterà l’istituto a ridurre quasi a zero la storica partecipazione nel Leone.
Già subito dopo l’annuncio l'offerta era stata salutata positivamente dagli analisti, per la sua «logica strategica e finanziaria per Mediobanca». Equita Sim ha parlato di una «operazione con un solido razionale industriale e forte accelerazione strategica nel wealth management».
Intesa Sanpaolo ha scritto che il deal ha «senso per Mediobanca, sia da un punto di vista industriale, sia da un punto di vista finanziario». Per Morgan Stanley l’ops porterà a una «un'integrazione strategica coerente tra Mediobanca e Banca Generali, in linea con l'attuale piano aziendale di Mediobanca, che dà priorità alla crescita del settore della gestione patrimoniale».
Anche la banca senese che ha lanciato una ops da 13,3 miliardi su Mediobanca è in grande spolvero in Piazza Affari. Dopo il 2% guadagnato lunedì 28, martedì 29 le azioni salgono del 3%, smentendo le previsioni di chi si aspettava una frenata dell’istituto e della sua operazione su Piazzetta Cuccia.
Per ora del resto Mps non farà cambi di programma: «L'offerta di Mediobanca su Banca Generali non è ostativa per l'ops su Piazzetta Cuccia, anzi rafforza il valore industriale dell'operazione», hanno fatto sapere a caldo fonti vicine a Siena. L'ops insomma andrà avanti nei tempi previsti con l'obiettivo di incassare le autorizzazioni entro giugno e di chiudersi a luglio.
Il ceo del Monte Luigi Lovaglio del resto ha sempre ribadito che la partecipazione in Generali non è essenziale per il progetto di aggregazione: «Quello che vogliamo è diventare il terzo polo bancario per asset in gestione e depositi - ha spiegato più volte il banchiere - con una forte base di capitale e sostenibilità finanziaria in grado di generare una significativa generazione di capitale. La quota in Generali non è determinante per l'operazione».
Al contrario l’ex banker di Banca Pekao ha insistito sull'interesse per le attività di wealth management di Piazzetta Cuccia e perle possibili sinergie tra Widiba e Mediobanca Premier. Con l'offerta su Banca Generali, spiegano fonti vicine a Rocca Salimbeni, «Mediobanca di fatto conferma la valenza del progetto sottostante all'offerta di Mps con l'ulteriore sviluppo del wealth management, uno dei business su cui Lovaglio intende puntare con l'integrazione». Insomma, la complementarietà migliora.
Anche i concambi non stanno subendo scossoni. Lo sconto sull’ops del Monte rimane compreso tra il 3 e il 4%, ancora distante insomma dai livelli toccati dopo l’annuncio dell’operazione. Per il momento insomma il mercato non sembra percepire nuovi elementi di rischio per l’operazione, che pure deve ancora ottenere la decisiva autorizzazione della Bce.
Per lanciare l’ops a Mediobanca servirà l'ok dell'assemblea ordinaria con una maggioranza quindi del 50% più un'azione, assise convocata per il 16 giugno, prima dell’avvio dell’offerta di Rocca Salimbeni (a luglio). Ipotizzando un'affluenza intorno al 70%, un via libera dell'assise ordinaria richiederebbe di coagulare un fronte vicino o superiore al 35%.
Oltre il 28% del capitale di Piazzetta Cuccia è in mano a Delfin e al gruppo Caltagirone (grandi soci della banca senese, a cui si aggiunge l’Enpam che della banca di Nagel ha l’1%) che spingono per il successo della scalata del Montepaschi.
Il 35% invece è nel portafoglio invece dei grandi investitori istituzionali e quasi il 12% ai soci storici riuniti in un patto di consultazione che sono pro-management, come il gruppo Unipol che ha una quota fra il 2 e il 3% di Piazzetta Cuccia. Questo blocco ha già vinto con largo scarto in assemblea a ottobre 2023 quando aveva riconfermato il tandem Nagel-Renato Pagliaro (e le relative politiche) al vertice della merchant bank. I soci dunque potranno dare luce verde al deal o mantenere una strategia di crescita stand alone. (riproduzione riservata)