La recente offerta pubblica di scambio lanciata da Mediobanca su Banca Generali ha soprattutto una forte valenza industriale, come dichiarato anche dal ceo Alberto Nagel: «Con oltre il 50% dei ricavi nel wealth management e più di 210 miliardi di masse della clientela, Mediobanca diventerà un leader di questo mercato, punto di riferimento nel panorama finanziario italiano ed europeo». Il senso industriale della partita riguarda proprio la gestione del risparmio dei grandi patrimoni. Ma l’ops su Banca Generali è solo il culmine di un percorso che viene da lontano, dalla nascita di Mediobanca Premier nel gennaio 2024, che in appena un anno e mezzo ha realizzato una raccolta di oltre 6 miliardi di euro, superando i 46 miliardi di masse. Lo racconta Lorenzo Bassani, direttore generale della banca di Piazzetta Cuccia dedicata ai grandi patrimoni.
Domanda. State vivendo un percorso di trasformazione importante. A che punto siamo?
R. Mediobanca Premier ha segnato un cambio di passo nel nostro modello di consulenza a favore della clientela con esigenze finanziarie evolute. Con oltre 46 miliardi di masse, oggi siamo in buon anticipo rispetto all’obiettivo dei 50 miliardi al 2026 prefissato nel piano strategico One Brand One Culture, grazie a una velocità di crescita superiore alle attese e ai competitor. L’accelerazione si è vista proprio negli ultimi 15 mesi, dal lancio di Premier nel gennaio 2024: in questo arco di tempo abbiamo aggiunto oltre 6 miliardi di raccolta, con una media pro capite ai massimi livelli del settore.
D. Che cosa ha determinato questa crescita?
R. Il modello è stato ben accolto, sia dal mercato sia dai clienti. Abbiamo registrato inoltre un’accelerazione nell’attività di reclutamento, soprattutto di figure senior: abbiamo inserito più di 115 professionisti da giugno 2024 a marzo 2025, di cui un quarto banker e tre quarti consulenti finanziari. L’apprezzamento da parte della clientela di fascia medio-alta lo si evince anche dai numeri. Il segmento Private, che per noi sono i clienti con oltre 500 mila euro di patrimonio, rappresenta oggi oltre il 40% della nostra raccolta. È diventato il nostro segmento principale.
D. Dove vi collocate oggi nel panorama italiano del wealth management?
R. In un contesto di polarizzazione del settore, dove da un lato si spinge sulla digitalizzazione per i clienti meno patrimonializzati e dall’altro si alza la qualità della consulenza, noi proponiamo un modello che penso sia unico. Oggi siamo l’interlocutore di riferimento non solo per il risparmio delle famiglie, ma anche per quello di professionisti e imprenditori. La nostra consulenza integra asset finanziari, assicurativi, aziendali e successori, e può inoltre contare sulle competenze del gruppo Mediobanca: negli investimenti, dall’asset management al trading fino ai certificati, nei servizi alle imprese con prodotti di corporate & investment banking e di capital market, oltre che nella ricerca. Il tutto unito a una crescente presenza sul territorio, circa 1.200 professionisti con 200 punti tra filiali e uffici di consulenza, e una piattaforma digitale all’avanguardia.
D. E all’interno del gruppo Mediobanca? Qual è il vostro ruolo strategico?
R. Premier fa parte della divisione Wealth del gruppo, la cui crescita è prioritaria nell’ambito del piano. Il nostro ruolo è diventare ancor di più complementari e sinergici alle altre divisioni. Per quanto riguarda Premier, l’obiettivo del piano industriale 2023–26 era raggiungere i 50 miliardi entro giugno 2026, un obiettivo che vediamo all’orizzonte, grazie in particolare a una forte crescita del risparmio gestito. Oltre a questo, registriamo un’importante riduzione del cost-income ratio, in contrazione da diversi anni, e questo dimostra che siamo sempre più una realtà consolidata e non più un progetto in rampa di lancio.
D. Guardando avanti, dove vi state preparando a investire di più?
R. Su due fronti principali: tecnologia e prodotti. Dal punto di vista tecnologico, stiamo lavorando su tre direttrici legate all’intelligenza artificiale: ottimizzazione dell’interazione cliente-gestore, anche tramite chatbot e assistenti virtuali, personalizzazione e semplificazione della reportistica per i clienti, e ulteriore automazione e potenziamento dei processi, anche in ottica cybersecurity.
D. E lato prodotti e servizi?
R. Continueremo ad ampliare la proposta di investimento, focalizzandoci in primis sui private market. Vogliamo allargare le aree di consulenza, ampliando i servizi integrati con quelli offerti dalla capogruppo. Infine, stiamo lavorando per lanciare, a fine estate, una nuova suite di consulenza evoluta, che ci permetterà di affiancare i clienti lungo tutto l’asse familiare, compresi passaggi generazionali e pianificazione previdenziale-assicurativa.
D. In questo contesto è arrivata l’ops su Banca Generali. Qual è la logica industriale?
R. È un’operazione coerente con il percorso di crescita che, come gruppo, stiamo portando avanti nel wealth management. Banca Generali è una realtà molto vicina al nostro modello: servizi evoluti, focus sulla consulenza, attenzione al cliente patrimoniale. L’integrazione accelererebbe la costruzione di un polo di wealth management che affianca le competenze del corporate e investment banking di Mediobanca. Per noi è anche un riconoscimento della solidità del modello Premier, che da progetto si è affermato come realtà consolidata. È un passaggio che, se andrà in porto, potrà dare nuove opportunità anche ai consulenti finanziari di Banca Generali. E segnerà un cambio di scala nell’intero mercato italiano. (riproduzione riservata)