Il business immobiliare, in particolare il segmento residenziale, è in forte crescita (inchiesta di copertina di MF-Milano Finanza di sabato 26). In tal senso la città di Milano rappresenta un unicum, visti i tanti miliardi messi sul piatto dagli operatori internazionali quali Blackstone, Hines, Varde, Lendlease e così via. E proprio nel capoluogo lombardo è attiva una società di real estate di piccole dimensioni (capitalizzazione di borsa di 115 milioni) che ha deciso di concentrare tutta l’attività in città, attirando l’attenzione degli investitori e dei fondi esteri. Così, proprio in questi giorni, i fondatori di Abitare In, quotata all’Aim, hanno deciso di avviare riflessioni sul futuro del gruppo e sull’assetto azionariato, che ora vede Luigi Francesco Gozzini detenere il 23,72% e Marco Claudio Grillo il 18,26% (Kairos Partners ha il 5,9%, mentre il flottante è del 52,12%). I due imprenditori, secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza, avrebbero conferito un mandato esplorativo a Mediobanca per sondare il mercato nell’ipotesi di una valorizzazione della società, che di recente ha nominato il nuovo direttore generale, Marco Scalvini, manager che affiancherà l’ad Grillo.
Abitare In, attiva in particolare su progetti di sviluppo e riqualificazione a Milano, al termine del primo semestre dell’esercizio fiscale 2018-2019 aveva un portafoglio ordini di 146 milioni e a fronte di ricavi per 29,7 milioni e un ebitda di 5,9 milioni aveva progetti in pipeline per 86,2 milioni. Attualmente i cantieri avviati e in fase di definizione si trovano in alcune aree semicentrali della città, quali Maggiolina, Certosa, Accursio, Corvetto e Naviglio Grande. Oltre a un progetto per la realizzazione di 60 appartamenti in Porta Romana. Mentre per il progetto Milano City Village sono già state definite vendite per un controvalore di 78 milioni. Per quel che riguarda il cantiere Trilogy Towers (tre edifici simil Bosco Verticale in miniatura) è prevista la realizzazione di circa 130 appartamenti per un valore complessivo di 48 milioni in zona Portello. Mentre a giugno Intesa Sanpaolo ha concesso un finanziamento da 10 milioni.
A valutare il dossier Abitare In sarebbero in particolari fondi di private equity italiani ed esteri. In caso di cessione delle quote dei due soci di riferimento -che sommano il 42% del capitale- il compratore dovrà lanciare l’opa. L’attenzione sul gruppo è testimoniata anche dal boom del titolo in borsa: da inizio anno la società immobiliare ha guadagnato circa il 50%. (riproduzione riservata)