Il binomio sanità-mercati finanziari non si esaurisce, anzi si prepara ad arricchire Piazza Affari con una nuova matricola. Il gruppo Medica, realtà integrata del biomedicale e del MedTech, ha infatti ricevuto l'ammissione alla quotazione sull'Euronext Growth Milan (ex Aim Italia) da Borsa Italiana, con l'avvio delle negoziazioni fissato per domani, mercoledì 3 novembre. Il via libera è arrivato in seguito al collocamento di 847.650 azioni ordinarie (comprensive dell'opzione di over allotment e di greenshoe) per un totale di 22,9 milioni di euro, a fronte di una domanda superiore a 174 milioni (circa 7,6 volte l'offerta), di cui il 42% proveniente da investitori esteri.
In particolare il collocamento ha avuto a oggetto 685.150 azioni di nuova emissione, cui si sono aggiunte 62.500 azioni cedute dall'azionista Andrea Bocchi e altre 100 mila azioni rinvenienti dall'esercizio di over allotment e greenshoe concesse agli azionisti Bocchi e Luciano Fecondini, fondatore e presidente del gruppo di Medolla (Modena). Il prezzo di collocamento è stato fissato a 27 euro per azione (il massimo della forchetta) per una capitalizzazione di mercato a inizio contrattazioni di 114 milioni di euro, mentre il flottante sarà del 20,1%. Per il gruppo biomedicale, assistito nell'operazione da Intesa Sanpaolo (divisione Imi corporate & investment banking), attraverso la direzione corporate finance mid-cap, che ha svolto il ruolo di global coordinator e joint bookrunner, la quotazione «rappresenta la possibilità di dotarsi di ulteriori risorse per portare avanti progetti sempre più innovativi e per accelerare la crescita tramite acquisizioni mirate e sinergiche», ha detto Fecondini.
La società, nata nel 1985, è da sempre attiva nello sviluppo di nuovi prodotti per la purificazione del sangue (core business) ma negli anni, grazie all'attività di due gruppi di r&d, è entrato in alcuni mercati come quello medicale, quello della purificazione microbiologica dell'acqua e quello dell'automazione industriale per il settore biomedicale. Una crescita confermata dai numeri dell'azienda che ha chiuso il 2020 in crescita con ricavi a 44,1 milioni, un ebitda di 9,5 milioni, un ebit di 5,6 milioni e un utile netto di 3,8 milioni, mentre nel primo semestre 2021 ha realizzato un fatturato di 20,3 milioni e un ebitda di 4,2 milioni. Nell'operazione, oltre Intesa Sanpaolo, hanno agito Cfo sim (joint bookrunner e Euronext Growth advisor), Dla Piper (studio legale dell'emittente), Lca Studio Legale (Studio Legale dei Joint Bookrunner), Epyon, EY e Hermes. (riproduzione riservata)