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Lovaglio: dopo lo stop alla fusione con Banco Bpm valuto altre opzioni strategiche per il futuro di Mps

Milano Finanza - Numero 155 pag. 18 del 08/08/2026

Mps guarda a tutte le opzioni sul tavolo dopo il tramonto del progetto con Banco Bpm e mentre avanza l'opas di Intesa Sanpaolo su Siena. Venerdì 7 agosto Luigi Lovaglio non ha scoperto le carte sulla strategia difensiva, ma ha chiarito che la banca intende sfruttare la propria forza patrimoniale per mantenere aperti più scenari: dalla remunerazione straordinaria degli azionisti alle decisioni sulla partecipazione in Generali.

«Valutiamo ogni opzione strategica da una posizione di forza. La robustezza del capitale ci dà tre vantaggi: flessibilità per sostenere la crescita, flessibilità per remunerare gli azionisti e flessibilità per valutare le opzioni strategiche». Una delle leve è proprio il capitale in eccesso. Già nelle valutazioni diffuse a luglio sull'offerta di Intesa, il consiglio di Mps aveva indicato circa 3 miliardi di capitale disponibile per ulteriori iniziative di creazione di valore o per aumentare la remunerazione dei soci. Il piano 2026-2030 prevede inoltre circa 16 miliardi di distribuzioni cumulative agli azionisti, mantenendo un Cet1 vicino al 16% nell'arco del piano.

Da qui l'ipotesi di un dividendo straordinario, che avrebbe un'evidente valenza anche nella partita con Intesa perché permetterebbe a Mps di trasferire direttamente ai soci una parte del capitale eccedente. Lovaglio ha ricordato che «servono 30 giorni per convocare l'assemblea dei soci, per cui siamo nei tempi: abbiamo tutto il tempo se vogliamo fare una distribuzione straordinaria di dividendi, se dovessimo prendere questa decisione». Non si tratta però di una decisione già presa. Durante un'offerta pubblica le eventuali misure difensive sono soggette alla disciplina prevista dal Tuf e richiedono il coinvolgimento degli azionisti.

L'altra grande riserva strategica è Generali. Attraverso Mediobanca, Mps controlla il 13,3% della compagnia triestina, una partecipazione che ai corsi attuali vale nell'ordine di 9 miliardi. Lovaglio continua a definirla un «nice to have», non quindi un asset indispensabile al modello industriale del gruppo, e venerdì ha ribadito che «ogni decisione futura sulla quota verrà valutata, ovviamente nell'interesse degli azionisti di Montepaschi». La partecipazione costituisce «una fonte di valore e di opzioni strategiche molto importante per Mps».

Il mercato però rimane scettico su nuovi colpi di scena che possano costringere Intesa a modificare le condizioni dell'offerta. Lo dimostra il fatto che proprio venerdì 7 in borsa il valore del titolo Montepaschi si è mantenuto allineato al prezzo dell'opas. A cambiare il quadro è stato il passo indietro di Bpm sul progetto di fusione. Lovaglio ha affidato il commento a una metafora: «Come nell'Odissea, che è diventata ormai un film da non perdere, alcune rotte si chiudono e altre si aprono: dal nostro porto sicuro continueremo il nostro viaggio, pienamente convinti dell'importanza di esplorare ogni opzione strategica in grado di creare valore a lungo termine per i nostri stakeholder». Il dossier Bpm, almeno formalmente, è quindi chiuso, ma il ceo non ha escluso che in futuro possano emergere nuove opportunità. Interpellato venerdì sull'argomento ha spiegato che Mps deve essere pronta a sfruttare i venti che possono portare verso nuove destinazioni o anche verso «porti dai quali si era già salpati».

Per Siena oggi il primo obiettivo industriale resta l'integrazione di Mediobanca. Mps ha ribadito che intende proseguire secondo il programma fissato prima dell'arrivo dell'offerta di Intesa. Il progetto prevede l'incorporazione di Mediobanca nella capogruppo, la successiva attribuzione delle attività di corporate & investment banking e private banking di fascia alta a una società interamente controllata che manterrà il nome Mediobanca, il trasferimento a quest'ultima della partecipazione Generali e l'integrazione delle reti di Mediobanca Premier e Widiba. Il completamento della riorganizzazione resta previsto nel quarto trimestre del 2026. (riproduzione riservata)



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