Adnoc gas dimezza l'utile nel secondo trimestre a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, ma fa meglio delle attese. L'utile del secondo trimestre è sceso a 665 milioni di dollari dagli 1,39 miliardi dell'anno precedente, superando tuttavia le attese che lo stimavano tra 400 e 600 milioni di dollari. A sostenere l'utile, complessivamente di 1,7 miliardi nel semestre, è stato il mercato interno, che è valso un miliardo sul totale della bottom line. «La maggior parte degli utili proviene dai mercati interni; questa è davvero la spina dorsale dei nostri risultati operativi», ha detto infatti il cfo Peter van Driel. La capogruppo Adnoc ha comunicato venerdì di aver subito un impatto significativo da quelli che ha definito come attacchi immotivati contro il proprio personale e i propri beni. Per il terzo trimestre, Adnoc Gas ha stimato ha stimato un utile netto compreso tra 600 e 800 milioni di dollari e tra 3,5 e 4 miliardi di dollari per l'intero anno. Parallelamente, Adnoc Gas ha detto di voler espandere le vendite di petrolio e gas, prevedendo di investire circa 28 miliardi di dollari tra 2026 e 2030 per garantire la crescita.
«Adnoc Gas ha registrato nel secondo trimestre un utile netto solido, superiore alla nostra forbice di previsione, nonostante un contesto operativo difficile», ha detto la società, spiegando di aver aggiudicato nel corso del trimestre contratti di ingegneria, approvvigionamento e costruzione per un valore di 8,2 miliardi di dollari relativi alla seconda e alla terza fase del progetto Rich Gas Development. La terza fase sarà realizzata da Tecnimont (Maire) e la commessa ha un valore totale di 4,3 miliardi di dollari (3,72 miliardi di euro). (riproduzione riservata)