WikiLeaks ha pubblicato migliaia di documenti e dossier che sostiene rivelino strumenti impiegati dalla Cia per violare smartphone, sistemi operativi di computer, applicazioni di messaggistica e televisori connessi a internet. La divulgazione non autorizzata, prima tranche di 8.761 tra documenti e fascicoli del Center for Cyber Intelligence della Cia, pone il presidente Donald Trump di fronte a una minaccia da parte della stessa organizzazione che faceva trapelare documenti sul suo avversario, la democratica Hillary Clinton, durante la campagna presidenziale del 2016.
L’organizzazione fondata da Julian Assange ha battezzato la serie di file "Vault 7" e ha definito la diffusione come “la più grande pubblicazione in assoluto di documenti riservati sull’agenzia”, affermando di avere smascherato il malware e le prodezze accumulate dall’agenzia per forzare smartphone e convertire alcuni televisori in microfoni nascosti. Il portavoce della Cia ha rifiutato di commentare "l'autenticità o il contenuto dei supposti documenti”.
Una fonte dell'intelligence ha riferito che alcune delle informazioni riguardano effettivamente gli strumenti che la Cia impiega per profanare computer e altri dispositivi. Secondo questa persona l’episodio potrebbe compromettere le operazioni di spionaggio in corso e le rivelazioni sarebbero molto più significative rispetto alla fuga di notizie ad opera di Edward Snowden, ex contractor della National Security Agency che ha svelato programmi di sorveglianza attiva nel 2013.
Si trattava di nomi di programmi e aziende che assistono la Nsa in materia di sorveglianza e, in alcuni casi, gli obiettivi dello spionaggio americano. Ma gli ultimi sviluppi riguardano dettagli altamente tecnici su come la sorveglianza viene effettuata, il che li renderebbe molto più significativi e utili per un avversario. In un certo senso, Snowden ha procurato un fascicolo informativo sulla sorveglianza degli Stati Uniti, ma la fuga di notizie dalla Cia potrebbe fornire i piani.
Nel comunicato, WikiLeaks ha specificato che non avrebbe pubblicato informazioni quali codice sorgente che potrebbe essere utilizzato per replicare gli strumenti che sostiene di avere portato all’attenzione dell’opinione pubblica. Ma il gruppo ha lasciato aperta la possibilità di rendere noti i dettagli cruciali se “emergerà un consenso sulla natura tecnica e politica del programma della Cia e come tali ‘armi’ dovrebbero [sic] essere analizzate, disarmate e pubblicate”.
In un tweet di martedì, Snowden ha detto: “Sto metabolizzando ancora la pubblicazione, ma ciò che @WikiLeaks ha per le mani è davvero una cosa grossa. Sembra autentico”.
Stando al gruppo, la Cia avrebbe recentemente "perso il controllo" sulla maggior parte del proprio cyber-arsenale. "Questa collezione straordinaria, che ammonta a più di diverse centinaia di milioni di righe di codice, conferisce al possessore l'intera capacità di hacking della Cia", ha affermato in un comunicato. "L'archivio sembra essere circolato senza autorizzazione tra gli ex hacker del governo degli Stati Uniti e i contractor, uno dei quali ha fornito a WikiLeaks porzioni dell’archivio".
Martedì il sito web ha diffuso quella che ha definito la prima ondata di una serie di rivelazioni in programma, definendola “Year Zero”. "Introduce la portata e la direzione del programma segreto di hacking globale della Cia, il suo arsenale di malware e decine di ‘zero day' contro una vasta gamma di prodotti di società europee e statunitensi".
Secondo WikiLeaks le informazioni sull'hacking della Cia provengono da una fonte non identificata che ritiene che le autorità di hacking dell’agenzia di spionaggio "debbano essere urgentemente discusse pubblicamente, tra cui l’eventualità che le capacità di hacking della Cia travalichino i suoi poteri e il problema del controllo pubblico dell’agenzia”.
Sembra una sorta di Wikipedia interna per gli sviluppatori statunitensi di guerra informatica per collaborare, trasmettere e accedere alle informazioni sugli strumenti di hacking disponibili. In molti casi, WikiLeaks ha oscurato le voci che sembrano collegarsi a specifici file eseguibili. I documenti mostrano, per esempio, quali possibilità esistono per bypassare software antivirus con una voce diversa per ogni società di antivirus.
Le rivelazioni certamente alimenteranno un dibattito in corso sulla possibilità che le agenzie di intelligence, scoprendo falle di sicurezza nella tecnologia popolare, debbano diffonderle, in modo che gli utenti possano difendersi dagli hacker, ovvero mantenere tali informazioni segrete per sfruttarle in operazioni di intelligence.
Un documento sostiene che la Cia abbia individuato numerosi sistemi per hackerare diverse versioni di iOS, il sistema operativo mobile sviluppato da Apple. In generale, gli strumenti di hacking diretti all'iPhone sono considerati particolarmente importanti perché si tratta di una tecnologia ampiamente diffusa. Un particolare strumento sembra rimanere anche dopo che l’iPhone è stato riavviato, il che lo renderebbe particolarmente prezioso per un intruso.
"Questi fascicoli, che sembrano essere autentici, suggeriscono che i servizi di intelligence hanno volutamente mantenuto dei punti deboli nei dispositivi più comuni utilizzati da centinaia di milioni di persone”, ha dichiarato Ben Wizner, direttore dello Speech, Privacy, and Technology Project presso l'American Civil Liberties Union.
"Tali fragilità saranno sfruttate non solo dalle nostre agenzie di sicurezza, ma da hacker e governi di tutto il mondo. Il governo ha la capacità e il dovere di aiutare le aziende tecnologiche a risolvere le vulnerabilità non appena vengono scoperte”, ha aggiunto.
Questa è l’ultima fuga di notizie di grande rilievo firmata WikiLeaks, che lo scorso autunno ha pubblicato le email sottratte al responsabile della campagna della Clinton, John Podesta. Le agenzie di intelligence statunitensi hanno concluso che gli hacker del governo russo avevano trafugato le email e le avevano passate a WikiLeaks.
A sentire l’organizzazione, i documenti mettono a nudo la capacità della Cia di bypassare il criptaggio di popolari applicazioni di messaggistica, tra cui WhatsApp, Signal, Telegram e Confide, hackerando gli smartphone su cui girano e rilevando traffico voce e messaggi prima che le applicazioni crittografino i testi dell'utente.
Inoltre, i dossier riportano che la Cia avrebbe messo a punto altre tecnologie di hacking sul mobile, inclusa la possibilità di attivare di nascosto la fotocamera e il microfono dello smartphone di un obiettivo e furtivamente scaricare la geolocalizzazione, le comunicazioni via messaggio e a voce.
Uno illustra anche come la Cia abbia sviluppato un programma in collaborazione con i servizi segreti britannici per violare i televisori connessi a internet. Tali attacchi possono porre le smart tv Samsung in una falsa modalità di spegnimento, in modo che il proprietario creda che il televisore sia inattivo, mentre in realtà funziona come una cimice e registra le conversazioni che avvengono nella stanza.
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