--Il Ftse Mib archivia la seduta in calo dello 0,71% a 37.604 punti, registrando una performance leggermente migliore solo all'Ibex-35 di Madrid (-0,74%), mentre Parigi, Francoforte e Londra hanno terminato le contrattazioni in territorio positivo, anche se solo frazionalmente. A catalizzare l'attenzione degli investitori (e deteriorarne il sentiment) sono i dati preliminari sul Pil del primo trimestre, con gli Stati Uniti che (dopo il +2,4% del quarto trimestre 2024) frenano in modo brusco nei primi tre mesi del 2025 a -0,3%: la prima contrazione in ben tre anni.
La lettura preliminare alimenta i timori di recessione all'inizio del secondo mandato del presidente Donald Trump, impegnato in una guerra commerciale potenzialmente costosa.
Nel frattempo, l'Eurozona prosegue la traiettoria di crescita, con il Pil preliminare del primo trimestre a +0,4% dopo il +0,2% degli ultimi tre mesi del 2024. "Una sorpresa", commentano gli strategist di Hsbc, che si attendevano un +0,1%.
In Italia, segnalano poi da Hsbc, "il Pil è cresciuto dello 0,3% t/t grazie alla domanda interna, poco sopra le attese a +0,2% e superiore alla media dal 2023 del +0,1%". Gli analisti riconducono la performance sottotono agli effetti del Superbonus e prevedono che nel 2025 l'economia del Paese cresca di un +0,5%, individuando la prevalenza di rischi al ribasso.
La ricca agenda macro di oggi includeva poi la lettura di aprile dell'inflazione in Germania, che ha fatto registrare un rallentamento sul livello più basso da 7 mesi (+0,4% m/m e +2,1% a/a) a supporto di ulteriori tagli ai tassi d'interesse da parte della Banca centrale europea.
A Piazza Affari, riflettori puntati su Campari (+3,96%) e su Recordati (+3,39%), con quest'ultima spinta dai commenti degli analisti dopo il Capital Markets Day di ieri. Il ceo Robert Koremans ha svelato, per il 2030, l'ambizione di raddoppiare i ricavi registrati nel 2024.
Volatile Stellantis, che dopo una prima parte della seduta in territorio positivo chiude a -1,94%. I ricavi del primo trimestre sono stati "in linea, ma la guidance è stata sospesa", commentano gli analisti di Intesa Sanpaolo (rating neutral, prezzo obiettivo a 13,3 euro). Anche Citi conferma il giudizio neutral, con target price a 11 euro.
Vendite diffuse poi tra i finanziari, con Unicredit (-2,82%) e B.Mps (-2,77%) fanalini di coda del paniere principale. Banco Bpm lascia sul campo l'1,86% nel giorno dell'assemblea, occasione in cui i vertici hanno ribadito che l'Ops di Unicredit è inadeguata: "Ad oggi ormai tre condizioni di efficacia poste dall'offerente non si sono verificate e non c'è la possibilità che si verifichino in futuro. Credo sia giunto il tempo che l'offerente faccia chiarezza. E' giunto il tempo che (Unicredit, ndr) decida cosa fare: rinunciare alle condizioni o rinunciare all'offerta", ha dichiarato il presidente Massimo Tononi.