Illa, azienda di pentole in alluminio antiaderente che fa capo per il 75% alla famiglia Mastagni e per il 25% al management, ha chiuso lunedì 18 l’offerta in aumento di capitale (ops) di 5 milioni di euro di nuove azioni, con assegnazione gratuita di un warrant ogni tre azioni per gli azionisti in sede di collocamento.
Il primo giorno di quotazione è fissato per giovedì 21 dicembre. Illa, che ha brevettato un rivestimento (Ollia-tech) a base di olio di oliva (o altri olii vegetali), ha registrato nel 2016 un fatturato di oltre 40 milioni con un tasso di crescita annuo del 17,9% e un ebitda margin del 6%. Il range di prezzo è compreso tra 2,6 euro e 3,28 euro, che equivale a una capitalizzazione tra 17,5 e 22 milioni.
Nel 2016 Illa insieme alla controllata Nuova Illafor ha registrato una buona crescita del fatturato (+16%) a 41,3 milioni, di cui l'80-90% legato all'esportazione, ottenuta con un piccolo sacrificio sulla marginalità, 2,4 milioni contro 2,6 a fine 2015. L'ebitda margin è sceso a 5,9% contro il 7,4 % dell'anno precedente. il risultato netto finale è stato in linea con l'anno precedente a 347 mila euro.
Controlli severi, severissimi su tutto il ciclo produttivo, dalle materie prime al prodotto finito è stata la scelta di campo del top management Illa, guidato da Vincenzo Orlando, ceo e azionista, che ha decretato il successo dell'azienda,il cui principale cliente è la multinazionale svedese Ikea che nelcorso degli anni ha acquistato oltre 50 milioni di pezzi con un reso infinitesimale.
Il secondo cliente, la catena tedesca Aldi, non ha reso un solo pezzo negli ultimi cinque anni.
Il ricavato dal collocamento che è stimato tra 4 e 5 milioni di euro verrà impiegato per valorizzare l'innovativa linea Ollia-Tech attraverso la creazione di un canale distributivo ad hoc, per il rafforzamento del brand Illa attraverso la grande distribuzione sia in Italia che all’estero e per rilanciare il marchio Giannini che produce caffettiere anche per conto terzi.
L'IPO si baserà su un collocamento privato per circa 5 milioni di euro e contemporaneamente saranno emesse obbligazioni convertibili per un totale di 2 milioni di euro a un rendimento compreso tra il 6% e il 7,5% su una durata di cinque anni con un tasso di conversione compreso tra il 6% e il 7,5%.
Il flottante complessivo sarà circa del 20%. Nelle strategie post quotazione di Vincenzo Orlando sono prevedibilissime anche acquisizioni di aziende concorrenti con un marchio riconosciuto per realizzare sinergie, ma nel mirino potrebbero esserci anche piccoli operatori di settore per integrare la catena del valore nella fase produttiva col fine di aumentare sia il fatturato che la marginalità.