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Le 5 cose da sapere sui mercati oggi
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Le 5 cose da sapere sui mercati oggi

di Filippo Buraschi
24 aprile 2025, 17:56 Ultimo aggiornamento: 18:14

Da Donnet che resta al timone Generali a dodici stati americani che fanno causa a Trump per i dazi

Questo articolo è stato pubblicato su Le 5 cose da sapere sui mercati oggi, la newsletter di Filippo Buraschi, con una selezione delle notizie di giornata più importanti sui mercati. Per riceverla basta iscriversi da qui.


Ciao,

all'assemblea di Generali a Trieste passa con larga maggioranza la lista di Mediobanca che riceve il 52,38% dei voti, mentre la lista del gruppo Caltagirone si ferma al 36,8%. Sul fronte energetico, Eni ha chiuso il primo trimestre con un calo di utili e ricavi, ma ha comunque battuto le attese e confermato il dividendo, mentre dal settore auto arriva la notizia delle trattative tra Leapmotor e Ferrari per condividere una piattaforma per le auto elettriche. Risultati negativi per il fondo sovrano della Norvegia che nel primo trimestre perde 40 miliardi di dollari, a causa degli investimenti nel settore tech. Negli Usa, dodici Stati americani annunciano di aver fatto causa al presidente Donald Trump per la sua politica sui dazi.

1. A trieste vince ancora Mediobanca, Donnet resta al timone Generali 

A Trieste ha vinto ancora Mediobanca. La lista presentata dalla banca guidata da Alberto Nagel per il rinnovo del cda di Generali ha ottenuto voti favorevoli pari al 52,383% del capitale presente mentre la la lista presentata da Francesco Gaetano Caltagirone si è fermata al 36,8% e quella di Assogestioni al 3,67%. Evidente la soddisfazione del management: "Vi siete espressi nettamente e con grande chiarezza a favore delle continuità e stabilità del management", ha detto l'ad Philippe Donnet all'assemblea "ma oggi vi siete anche espressi nettamente e con grande chiarezza a favore di una visione di Generali italiana, internazionale e indipendente".

2. Eni rallenta nel 1* trimestre, ma batte il consenso e conferma dividendo 

Frenano i risultati di Eni nel primo trimestre: l'utile netto adjusted scende da 1,5 a 1,4 mld, mentre i ricavi della gestione caratteristica e produzione sono in leggero calo anno su anno, rispettivamente a 22,57 mld (-2%) e 1,65 milioni di barili equivalenti al giorno (-5%). Il gruppo guidato dall’ad Claudio Descalzi conferma il dividendo di 1,05 euro per azione, che rappresenta un aumento del 5%, e l’avvio del buyback da 1,5 miliardi. "In prospettiva, siamo ben posizionati per attraversare l'attuale congiuntura", ha detto l'ad, aggiungendo che "abbiamo individuato oltre 2 mld di azioni di razionalizzazione della spesa".

3. Ferrari tratta con Leapmotor per partnership su piattaforma EV 

Leapmotor e Ferrari sono in trattative per condividere una piattaforma per le auto elettriche. Lo ha detto Zhu Jiangming, il ceo della casa cinese che è già partner di Stellantis, a margine del salone dell'auto di Shanghai. I colloqui riguardano la possibilità di sviluppare un nuovo modello Ferrari su base Leapmotor, replicando una formula già adottata da altri produttori europei e americani per accelerare il time-to-market e ridurre i costi di sviluppo.

4. Il fondo sovrano di Norvegia perde 40 mld Usd nel 1* trimestre, colpa del tech 

Primo trimestre negativo per Norges Bank Im, il fondo sovrano più grande al mondo che ha chiuso il periodo tra gennaio e marzo in calo complessivo dello 0,6%: non un dato di per sé drammatico, anche se a far male è la performance della parte azionaria, che pesa per il 70% del portafoglio. In totale tra fine 2024 e marzo 2025 la parte azionaria del fondo pensione norvegese è scesa di 1.137 corone, di cui circa 415 (cioè 40 miliardi di dollari americani) persi a causa delle performance negative degli investimenti. Un dato che Nicolai Tangen, ceo del fondo, ha attribuito in modo particolare "al settore tecnologico".

5. Dodici stati americani fanno causa a Trump per i dazi 

Dodici Stati americani hanno presentato una causa per opporsi alle politiche tariffarie del presidente Usa Donald Trump, definite "illegali" e dannose per il Paese. La causa è stata depositata presso la Corte per il Commercio Internazionale degli Stati Uniti dai procuratori generali di Oregon, Arizona, Colorado, Connecticut, Delaware, Illinois, Maine, Minnesota, Nevada, New Mexico, New York e Vermont. Secondo l'accusa, Trump non ha il potere di imporre tariffe arbitrariamente, ma solo il Congresso ha il potere di legiferare sui dazi.



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