Se è vero che la storia di Chateau Lafite-Rotschild alle aste è tra le più lunghe, poiché nei cataloghi si trovano bottiglie di tutte le annate del Novecento e anche precedenti, è altrettanto vero che è anche una delle più larghe per varietà di formati disponibili. Le ricorrenze sono tante da consentire un'analisi di diversi formati speciali e, in particolare, delle Doppie magnum e Imperiali (alle quali è dedicata la tabella accanto). L'evidenza che emerge è che i risultati sono estremamente altalenanti, molto legati alla singola annata. Se si spende, insomma, è solo per le vendemmi eccezionali, che infatti segnano una rivalutazione. Ma anche nel loro complesso, e questa è una novità, i risultati segnano un ribaltamento di fronte rispetto ai ribassi registrati dalle bottiglie da 0,75 e, seppur in misura minore, dai magnum.
Confrontando le annate migliori battute nella stagione 25/26 con quella precedente, il formato da 3 litri ha guadagnato il 15%, mentre quello da sei litri del 3,9%. Il primo, però, è un vero aumento, mentre nel secondo occorre rilevare che la sola quotazione dell'annata 1959 ha ottenuto una plusvalenza capace di compensare tutti gli altri ribassi. Il totale, insomma, in questo caso è fuorviante. Resta, però, la conferma che in questo momento le migliori prospettive di investimento le danno i grandi formati. Sarà così anche per gli altri grandi chateaux? (riproduzione riservata)