Esistono luoghi che, pur non avendoli visitati, si conoscono ugualmente. Luoghi vividi nell’immaginario, consacrati dalla letteratura o più spesso dal grande schermo che li ha immortalati e svelati al mondo nel loro potenziale narrativo. Il Marocco, paese da Mille e una notte nonché set cinematografico di numerose produzioni, è uno di questi. Merito di una straordinaria varietà paesaggistica, di ambientazioni autentiche e scenari suggestivi, che offrono una superba cornice alle possibilità espressive della settima arte: dalle imponenti dorsali dei Monti Atlas, attraversate da mulattiere ritagliate fra torrenti pietrosi, foreste di lecci e villaggi abbarbicati sulle rocce, all’arido Sud, anticamera del Sahara, lungo la via delle kasbah, tra valli, canyon e dune maestose; dalle ventose e ripide coste dell’Atlantico alle capitali imperiali, con labirintiche medine e la babele di coloratissimi souk. Così, per esempio, tra cantastorie e incantatori di serpenti, l’iconica Piazza Jemaa el-Fna di Marrakech diventa teatro de L’uomo che sapeva troppo di Alfred Hitchcock; in Marrakech Express, Abatantuono e i suoi amici giocano l’indimenticabile partita di pallone nell’
Fra tesori archeologici e paesaggistici, artigianato, cultura e folklore locale, le proposte firmate Made by Turisanda offrono un’esperienza immersiva nelle tradizioni millenarie e nella sorprendente natura del Marocco: due itinerari in 4x4 “Tra le dune” e “Tra le dune con accompagnatore” (partenza il 1 settembre), che al retaggio storico di antiche kasbah e leggendari ksar, alla suggestione di scenografiche dune, oasi lussureggianti e paesaggi rocciosi, aggiungono il brivido di una vera e propria avventura su quattro ruote, lungo percorsi sterrati, attraverso le sabbie del deserto e piste fuoristrada; un terzo itinerario, “Sud e Kasbah”, immerge nelle bellezze naturalistico-culturali del Paese, ascoltando la voce di un deserto che narra antiche leggende e svela il volto romantico di un Marocco dominato da imperi, dinastie, pascià e sultani, un frizzante melting pot di usanze e tradizioni, contaminate dal passaggio di fenici, romani, bizantini, francesi e spagnoli, portate a sintesi nel vitale e articolato mosaico della ricca cultura berbera.
Brulicante di vita, vibrante di contrasti, Marrakech, prima delle quattro città imperiali nonché punto di partenza dei tour firmati Made by Turisanda, è il simbolo vivente di questo fecondo dinamismo culturale. Le sue piazze esplodono di vita a ogni ora del giorno, i souk diffondono aromi di cannella, coriandolo e zafferano, mentre l’occhio si inebria del caleidoscopio cromatico di stoffe, tappeti, manufatti artigianali e pigmenti purissimi. Il vociare dei commercianti si mescola al canto del muezzin, facendo da contraltare al silenzio di cortili nascosti e romantiche oasi di pace.
Dai suoi 77 metri di altezza, il minareto della grande moschea Koutobia, magistrale simbolo di arte Almohade, veglia silenzioso sul fermento di Piazza Jemaa El-Fna, che seduce con artisti di strada e mercanti, musicisti e incantatori di serpenti, street food e fumatori di narghilè, per poi cedere il posto alla placida quiete del Giardino Majorelle, omaggio al genio di Yves Saint Laurent e meta ideale per fuggire dal caos cittadino. Un’oasi rinfrescante, appena fuori dalla Medina, la città antica, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1985. Perché, a dispetto dell’afflusso di visitatori, Marrakech resta una meta autentica e intensamente poetica.
A sud di Marrakech, lungo le rotte carovaniere che risalivano dal Sudan fino alla città imperiale, un miraggio rosso spunta nel deserto: con le sue case e torri in terra cruda, strette fra mura difensive, abbarbicate su una collina che domina la vallata del fiume Ounila, lo kasar di Ait-Ben-Haddou è uno dei nove siti del Marocco dichiarati Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Il villaggio fortificato, esempio fra i meglio conservati di architettura pre-sahariana, è ancora oggi abitato da un piccolo nucleo di famiglie. Le torri angolari della kasbah, decorate con archi e rilievi geometrici, svettano nel dedalo di vicoli tortuosi e case di mattoni, riportando l’orologio indietro di secoli. Alle spalle, le vette dell’Alto Atlante incorniciano uno scorcio da cartolina, che al tramonto si ammanta di cromie surreali riflesse dall’argilla rossa degli edifici, già celebrato da grandi cult come Il gioiello del Nilo, Alessandro e l’intramontabile Lawrence d’Arabia. Una suggestione che può solo essere vissuta. Non a caso, tappa obbligata degli itinerari Made by Turisanda.
Parole d’ordine, adrenalina, emozione, avventura. Con i tour “Tra le dune” e “Tra le dune con accompagnatore” di Made by Turisanda, la scoperta del Marocco ha il sapore della libertà e dell’esplorazione off-road a bordo di un 4x4, con la possibilità di viverla più intesamente grazie all’assistenza di un accompagnatore esperto e appassionato, pronto a soddisfare ogni domanda e curiosità sui luoghi visitati. A sud di Marrakech, il deserto dell’Agafay, attraverso piste rocciose, uadi asciutti e villaggi berberi, segna l’incipit di un incontro con paesaggi senza tempo, prima di risalire verso il passo Tizi n’Tichka, a 2260 m di quota, lungo una delle strade più suggestive al mondo fra le cime dell’Alto Atlante. Qui, sulla via del sale, fuori dai sentieri più battuti, la Kasbah di Telouet è la perla nascosta che non ti aspetti, un compendio di storia e architettura Amazigh, con influenze ispano-moresche, che incanta per i suoi stucchi, le piastrelle zellij, i soffitti in legno di cedro intagliato e le ceramiche verdi. Un antipasto che apre la strada alla meraviglia di Ait Ben Haddou, dove familiarizzare con la vita della kasbah, per poi proseguire verso Ouarzazate e oltre, inseguendo la voce del Sahara, un sussurro sottile che si fa via via più ammaliante come il canto delle sirene in un mare di sabbia e nulla. Osservato dalla cima del vulcano spento che ha ospitato le riprese de La Mummia, il deserto si estende per chilometri, abbracciando il campo tendato dove accamparsi per la notte: al chiarore del fuoco, cullati da melodie berbere, l’infinito esplode nel cuore mentre l’occhio contempla un cielo fitto di stelle e desideri. Il mattino - si dice - ha l’oro in bocca, ed è quello delle dune di Merzouga, nell’
Il soffio degli alisei, le facciate delle case bianche e blu, le onde infrante nell’abbraccio delle sue mura: Essaouira, la “Sposa dell’Atlantico”, detta subito l’imprinting di un viaggio, “Sud e Kasbah”, al confine fra storia e lirica bellezza degli scenari marocchini. A lungo dominata dai portoghesi, l’antica roccaforte Mogador mescola influenze culturali africane ed europee. All’austerità della sua cinta muraria e dei suoi bastioni fa eco la pittoresca Medina, tutta vicoli, botteghe, edifici imbiancati a calce e legno a profusione. Costeggiando l’oceano, fino alle spiagge di Agadir, ci si addentra poi nelle montagne dell’Anti Atlante. Lungo la strada, rocce infuocate abbracciano la rigogliosa piana di Ameln che custodisce la città oasi di Tafraout. Montagne di granito rosso che infiammano il paesaggio, filari di palme e mandorli che sbocciano in primavera e un intreccio di case colorate incastonato fra le rocce: questa piccola perla, che svela il volto inedito del Marocco, è il punto di partenza verso le distese desertiche al limitare del Sahara algerino, in direzione di Foum Zghid e oltre, immersi in un mare di sabbia dorata e pianure aride a perdita d’occhio, fino a raggiungere le suggestive dune del Chegaga. Risalendo verso Zagora, la memoria riconfigura la geografia dei vissuti per fissare la carrellata di scenari mozzafiato che si imprimono nell’occhio e nel cuore. Un esercizio senza sosta, che si ripete ad ogni tappa, ad ogni nuovo villaggio di montagna incontrato sull’antica via carovaniera verso Boumalne: Tansikht, Nkob e lo sperduto Tazazert, dove il tempo sembra essersi congelato in un ritratto fedele della vita berbera del passato. Così fino a raggiungere la valle del Dades, dispiegata fra aspre gole, oasi, palmeti, paesini rurali e una sequela di imponenti kasbah fortificate: alle porte del grande Sud, nella Hollywood del deserto, Ouarzazate, celebre per i suoi set cinematografici, va di scena innanzitutto il grande film della storia, che ha per teatro la Kasbah Taourirt, antica residenza del Pacha di Marrakech, e la mirabile Kasbah di Ait Ben Haddou. L’esperienza itinerante volge al termine, risalendo il passo del Tichka, l’esplosione vitale di Marrakech è pronta a riaccogliere i viaggiatori di ritorno. Non più gli stessi dell’arrivo: nuove visioni, nuove prospettive abitano i sensi di chi ha vissuto l’incontro col Marocco firmato Made by Turisanda.