Gli adesivi e mastici di Icf, industrie Chimiche Forestali, media azienda lombarda con 72 milioni di fatturato si prepara a esordire sul listino Aim, in seguito alla business combination con la Spac Eps di Fabio Sattin e Francesco Perilli, quotata sull'Aim dal primo agosto scorso, dopo aver raccolto sul mercato 150 milioni di euro.
Nella sostanza la Spac, che oggi quota 10,3 euro, in leggero rialzo, acquisirà a breve per un importo di 69 milioni di euro, l'intero capitale di Icf attualmente detenuto dai fondi di private equity, Cantarellus SA (per una quota pari al 51%), Progressio SGR (per una quota pari al 39,28%), PEP, che è uno dei due promotori della Spac (per una quota pari al 4,17%), da Guido Cami, ceo di Icf (per una quota pari al 4,17%) e altri azionisti minori.
Cami e altri manager di Icf reinvestiranno in parte quanto incassano dalla cessione delle loro quote nella nuova società che si costituirà nella fusione tra Eps e Icf, in modo che la loro partecipazione sarà intorno al 7%. Anche Pep ha annunciato che reinvestirà totalmente il cash ottenuto dalla vendita del suo 4% in Icf.
Il prossimo step dell'operazione sarà alla fine di febbraio, quando l'assemblea dei soci di Eps sarà chiamata ad approvare la business combination, con la possibilità per i soci non consenzienti di esercitare un diritto di recesso sulle proprie quote, che verranno ripagate a 10 euro, lo stesso prezzo a cui le avevano sottoscritte questa estate.
Icf ha chiuso i primi undici mesi del 2017 con un fatturato di 72,9 milioni di euro, un margine operativo lordo (ebitda) di circa 9 milioni di euro, un utile netto di 4,4 milioni adjusted (per l’effetto dell’ammortamento dell’avviamento) e una posizione finanziaria netta negativa per circa 15,3 milioni di euro.
Il corrispettivo dell’acquisizione di Icf, pari a 69 milioni di euro, fa dunque registrare dei multipli di tutto rilievo anche se calcolati sulle grandezze economiche 2016 , e cioè un rapporto EV/EBITDA di 6,7 volte e un price earning di 9 volte.
Eps, che è presieduta da Fabio Sattin, fondatore, insieme a Giovanni Campolo, e numero uno di Private Equity Partners, Pep, ha specificato che i risultati di ICF nel 2017 hanno continuato a crescere in termini di fatturato, pur registrando un calo di marginalità a causa dell’inasprimento del costo di alcune materie prime di riferimento.
«Questa operazione ci consentirà di poter continuare la nostra crescita, ponendoci come piattaforma in cui aggregare altre aziende eccellenti come la nostra per diventare insieme ancora più globali. Un salto dimensionale e culturale in continuità di gestione da parte di manager che hanno ormai anni di esperienza nel settore e che investiranno direttamente nel futuro di ICF,» ha dichiarato Cami all'annuncio della business combination con Eps, specificando che già ora il 70% del fatturato di Icf viene fealizzato all'estero, dalle Americhe al Far East, alla Russia e al Sud Africa.
EPS è stata assistita nell'operazione dallo Studio Legale BonelliErede e EY mentre Mediobanca ha agito quale Nomad della spac.