Negli ultimi giorni, alcuni ex dipendenti sono stati ascoltati dall’ufficio della Sec di Chicago in merito a denunce di un whistleblower, secondo cui l’exchange avrebbe utilizzato in modo improprio fondi degli investitori. Gli investigatori hanno chiesto anche chiarimenti su rapporti con organizzazioni collegate a Scientology. L’indagine è ancora nelle fasi iniziali e non è detto che porti ad accuse formali.
Il Wall Street Journal aveva già riportato che Dream Exchange e il suo fondatore, Joe Cecala, hanno legami estesi con Scientology. Secondo documenti finanziari, fondi sarebbero stati trasferiti dall’azienda a un conto della società madre, di proprietà di Cecala, che avrebbe poi effettuato donazioni ad associazioni collegate alla chiesa. Alcuni investitori, dopo queste rivelazioni, avrebbero chiesto la restituzione del proprio capitale.
L’avvocato di Dream Exchange, Dan K. Webb, ha respinto le accuse definendole false e prive di fondamento, sostenendo che eventuali donazioni fossero decisioni personali di Cecala, senza coinvolgimento dell’azienda. Da parte sua, la Chiesa di Scientology ha negato di svolgere attività commerciali e accusato il Journal di voler colpire i suoi fedeli.
Il whistleblower ha inoltre denunciato che alcuni dipendenti, seguaci di Scientology, avrebbero svolto attività di volontariato per la chiesa durante l’orario di lavoro, e che Cecala avrebbe espresso commenti razzisti. In particolare, secondo una segnalazione interna, in una riunione egli avrebbe usato un insulto razziale autodefinendosi “il bianco più n—”, sostenendo di capire i neri meglio dei suoi dipendenti afroamericani. Webb ha replicato che un’indagine interna ha escluso intenzioni discriminatorie, accusando il Journal di aver distorto una vicenda riservata di natura lavorativa.
Dream Exchange, che ha richiesto una licenza alla Sec per lanciare una propria piattaforma di trading, si presenta come un’iniziativa volta a sostenere imprenditori afroamericani e appartenenti a minoranze, aiutandoli a raccogliere capitali tramite la quotazione in borsa. L’agenzia federale ha tempo fino a novembre per approvare o respingere la domanda. (riproduzione riservata)
