Equita Group che oggi cede -0,3% a 3 euro, tra scambi vivaci, 188 mila pezzi passati mano, per Mediobanca Securities vale 3,35 euro. La banca d'affari ha avviato la copertura sul titolo con rating neutral "per via del potenziale di rialzo limitato di circa il 9%", anche se, sottolineano gli esperti, "l'azione offre un generoso rendimento del dividendo di circa il 6,5% sulla cedola 2017 già annunciata".
Equita Group è una societa' indipendente, perché al 60% controllata dal management e in particolare da Francesco Perilli, il fondatore e presidente, e da Andrea Vismara, ceo, attiva nel brokeraggio, nell'investment banking e nell'alternative asset management. Ha debuttato sull'AIM Italia a fine novembre con una raccolta di 45,2 mln di euro che, se si escludono le Spac, rappresenta un record assoluto per l'AIM Italia.
Mediobanca ha sottolineato in particolar modo come la societa', nonostante i volumi stagnanti nel business del cash-equity cioè nel trading di titoli diminuito nel periodo 2012-2016 a un ritmo del 3% l'anno, sia riuscita a raddoppiare la sua quota di mercato dal 3,1% del 2012 al 6,8% del 2016, mettendo a segno un +12,4% Cagr (tasso composto medio annuo di crescita) nei ricavi dell'attivita' di intermediazione, che però hanno ceduto nel 2017.
Per l'anno appena concluso Mediobanca ha stimato ricavi lordi a 56 milioni, in leggera crescita dai 52 milioni del 2016, sostenuti soprattutto del trading proprietario cresciuto di quasi il 40%, e dell'nvestment banking, che dovrebbe segnare un +23%, mentre l'attività core di trading per conto terzi sarebbe diminuita del 16% chiudendo a 23 milioni di euro. La marginalità (ebit) dovrebbe aggirarsi intorno ai 14 milioni, secondo gli analisti di Mediobanca, spingendo il ratio sui ricavi al 27%.
Anche la crescita nei prossimi anni, fino al 2022, è prevista debole a tassi compresi tra il 5 e il 7% dei ricavi, ma la capacità più volte dimiostrata dal management è di conseguire una buona profittabilità anche in un contesto non brillante, quindi di saper valorizzare il proprio lavoro. L'ebit è infatti previsto in crescita a tassi compresi tra l'11% e il 20% (nel 2022) che spingono il roe a livelli vicini al 20%.
Uno degli elementi di incertezza del business di Equita è rappresentato dagli effetti dell'entrata in vigore di Mifid 2 e del loro impatto sul trading di titoli che resta il core business di Equita, davanti all'investment banking.
"Anche se ci si aspetta che la MiFid2 possa essere un ostacolo per proseguire con una crescita a doppia cifra - specificano gli esperti - il controvalore dei volumi scambiati sui mercati Star e AIM e' comunque aumentato di 4 volte nel primo semestre 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016 e questo rappresenta un elemento chiave per il supporto dell'attivita' di intermediazione finanziaria".
Per Mediobanca, in particolare, le nuove regole nell'ambito di MiFid2 incentiveranno la qualita' del prodotto ed Equita potra' fare leva "sulla sua consolidata posizione di successo nel mercato equity italiano anche se qualche pressione sui ricavi non puo' essere esclusa".
Allo stesso tempo gli esperti vedono positivamente le recenti iniziative intraprese nell'alternative asset management, con il Private Debt che dovrebbe produrre tassi di rendimento crescenti (anche se non prima del 2023) nonchè significative commesse di gestione sul Private Equity.
Equita, inoltre, potrebbe lanciare nuovi prodotti finanziari in futuro redendo cosi' l'alternative asset management "una veloce e costante fonte di reddito".
La banca d'investimento nei primi nove mesi dell'anno ha realizzato un utile di 6,9 milioni di euro, in crescita di oltre il 27% su base annua, e punta a passare sul segmento Star dell'Mta nel più breve tempo possibile.