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La mappa dei 220 family office italiani: chi li guida, quali grandi famiglie servono, quanto denaro gestiscono
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La mappa dei 220 family office italiani: chi li guida, quali grandi famiglie servono, quanto denaro gestiscono

28 novembre 2025, 20:00 Ultimo aggiornamento: 02 dicembre 2025, 15:32

Tra new entry e risiko, il settore è in grande trasformazione: la fotografia di Magstat

Sono 220 (in crescita del 7% rispetto all’anno precedente), gestiscono quasi 150 miliardi di euro di masse e si avvalgono di 946 professionisti, servendo le esigenze di 25 mila clienti facoltosi. Si tratta di family office, strutture sempre più capillari, articolate e complesse il cui lavoro va ben oltre la semplice gestione dei grandi patrimoni: da loro passa infatti tutto quello che riguarda i passaggi generazionali, la divisione dei compiti tra i membri di una famiglia (compresi i ruoli legati alla filantropia), la stesura delle regole che servono per far sì che le grandi dinastie non litighino e si sgretolino alla dipartita del fondatore, o comunque nel momento in cui la prima generazione di imprenditori decide di ritirarsi dagli affari.

Due tipi di family office

La fotografia scattata da Magstat e relativa alla fine del 2024 mostra un rapporto di quasi equilibrio tra le due grandi famiglie di family office: fatto cento il totale di quelli attivi in Italia (con 306 uffici sul territorio nazionale e 84 all’estero) il 49,1% è composto da single-family office, quelli che tendenzialmente gestiscono gli affari di una sola grande dinastia (che èanche l’unica proprietaria della struttura), e il 50,6% da multi-family office che, come suggerisce il nome, si occupano invece di una pluralità di grandi patrimoni. Le famiglie possono essere o meno azioniste della struttura.

Anche all’interno dei multi-family office peraltro possono esserci ulteriori sotto-divisioni: ci sono infatti quelli che offrono i servizi ai loro azionisti, e quelli che sono aperti a famiglie terze.

I family office che provengono dal settore bancario

Ci sono poi ulteriori specificità: come precisa lo studio Magstat, ci sono anche 43 operatori di private banking che offrono un servizio di family office. Si tratta, nei fatti, di strutture di emanazione bancario-finanziaria (come Mps Family Office e Ubs Family Office), estensioni di servizi di private banking senza un legame diretto con specifiche famiglie.Queste casistiche non rappresentano però la norma: la maggior parte dei multi-family office italiani provengono dall’iniziativa diretta di alcuni professionisti (ex top manager nel settore bancario e finanziario, importanti studi legali o commercialisti), con l’intento di fornire a una base molto ristretta di clienti facoltosi servizi personalizzati e il più possibile liberi da conflitti di interesse. In questo caso il multi-family office viene anche chiamato independent family office o multi-clients family office.

Le grandi famiglie all’estero

Vengono poi censiti 44 grandi family office esteri che fanno riferimento a famiglie italiane. Questi si trovano principalmente in Lussemburgo (30), ma ce ne sono anche in Svizzera (sei), Paesi Bassi (cinque) e poi, con uno a testa, Inghilterra e perfino Stati Uniti e Principato di Monaco. Quest’ultimo merita particolare attenzione: è infatti Fedesa Sam, e gestisce la ricchezza della dinastia imprenditoriale Ferrero. Secondo il Sovereign Wealth Fund Institute, Fedesa è il family office più capitalizzato d’Europa e il settimo al mondo.

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, come prevedibile la mappa dei family office in Italia rispecchia la distribuzione della ricchezza nel Paese. La Lombardia conta da sola più del 43% degli uffici distribuiti sul territorio nazionale e all’estero, e oltre un terzo (36,6%) fa capo alla sola città di Milano. Secondo posto nella classifica regionale per il cuore pulsante dell’industria tricolore: il Veneto, con 58 uffici, esattamente il doppio della terza regione in graduatoria, il Piemonte a quota 28. Quarta e quinta piazza per il Lazio (26) e l’Emilia-Romagna (24).

Dai Berlusconi a Leonardo Maria Del Vecchio

Ma chi sono, nei fatti, i grandi nomi dei family office italiani? Per quanto riguarda quelli fondati da grandi commercialisti e figure dell’alta finanza, Magstat cita Tosetti Value Sim, con oltre 5 miliardi di masse, fondato nel 1997 dal commercialista torinese Dario Tosetti, e Corporate Family Office Sim, fondata nel 2000 da Andrea Caraceni. Tra quelli che gestiscono invece i patrimoni delle grandi famiglie i più rilevanti sono H14 di Luigi, Barbara ed Eleonora Berlusconi, Lir, il single-family office di Mario Moretti Polegato (Geox), Laprima Holding, che gestisce i patrimoni di Sergio e Lucia Loro Piana, Nuova Energia Holding di Pierluigi Loro Piana. Degno di nota poi Lmdv Capital, costituita nel 2022 da Leonardo Maria Del Vecchio, e Larry, single-family investment office presieduto da Enrico Falck.

Ma il panorama dei family office, come già accennato, è molto più variegato. Ci sono ad esempio, in Italia, 30 fiduciarie che offrono questo servizio. Tra le più importanti Magstat annovera Fidor-Fiduciaria Orefici, Sella Fiduciaria di Banca Sella, Simon Fiduciaria di Ersel, Spafid di Mediobanca e Unione Fiduciaria delle popolari.

Family office e consulenti finanziari

Risultano invece 22 i family office iscritti all'albo unico dei consulenti finanziari (contrassegnati dall’acronimo Scf): tra questi si annoverano AB Solute Family Office, Consultique, Mezzetti Advisory Group, Pfg e Tack. Mentre 11 strutture operano come società di intermediazione mobiliare (Sim): tra queste ci sono Banor, Capitalsuite, Nextam Partners Sim, Scouting Family Advisors, Secofind e Tosetti Value. Non mancano infine i family office boutique, piccole ma attive realtà come Lsa Finance & Consulting, costituita nel 2002 dal dottor commercialista Luca Del Federico di Pescara, Lenzi & Associati dell’avvocato patrimonialista Roberto Lenzi di Milano e S&O Multi Family Office di Bologna, diretta da Emanuela Musci.

Le donne al vertice

Sempre più nutrita anche la presenza femminile. Magstat censisce 11 donne alla guida o in posizioni apicali dei family office italiani. Tre ricoprono la carica di ceo: Federica Cazzola (Finalca), Luisa Graziani (Romed) e Manuela Mezzetti (Mezzetti Advisory). Quattro sono le fondatrici: Sonia Deho (Svd Consulting), Emanuela Musci (S&O, di cui è anche ceo), Chiara Palmieri (Tack, anche lei con il ruolo di ad) e Cristina Rossello (Rfo Rossello). Ilaria Mori è manging partner di Scouting Sim, mentre sono director o managing director Silvia Maria Rancilio (Rancilio Cube), Giorgia Sanchini (Alti Global) e Doris Sommavilla (Stonehage Fleming & Partners).

Infine, lo studio passa in rassegna il processo di consolidamento del settore. A partire dal 2022 sono arrivate una serie di fusioni: Generale Fiduciaria e Compagnia Fiduciaria Nazionale (Cfn) hanno dato vita a Cfn Generale Fiduciaria, società fiduciaria indipendente con masse amministrate pari a 3,3 miliardi. In seguito si è concretizzato il matrimonio tra due società fiduciarie e di revisione, Across Fiduciaria e Widar Eurofid. Dall'operazione è nata una società con 5 miliardi di euro. di patrimonio.

Across ha quindi iniziato a muoversi sul mercato, rilevando dapprima l’80% della bresciana Valeur Servizi Fiduciari, e poi Melior Trust. Il 20 giugno 2024 Across Fiduciaria ha formalizzato l’acquisto della milanese Libra Fiduciaria che, sotto la guida del fondatore Uberto Barigozzi, prosegue la sua attività concentrandosi sul family business. (riproduzione riservata)



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