Questo articolo è stato pubblicato su 4 soldi da investire, la newsletter di Marco Capponi per iniziare a investire in modo consapevole. Per riceverla basta iscriversi da qui.
Questa settimana Borsa Italiana ha pubblicato l'aggiornamento della classifica degli ETF più scambiati dall'inizio dell'anno.
Qual è secondo voi l'ETF più scambiato in assoluto?
Se mi seguite da un po', probabilmente avete già intuito la risposta.
Al primo posto, con quasi 3,7 miliardi di euro di controvalore tra gennaio e luglio, c'è l'Xtrackers II EUR Overnight Rate Swap, il famoso Xeon.
Quando parliamo di investimenti tendiamo a considerare la liquidità come ciò che resta dopo aver deciso dove mettere i soldi.
In realtà può essere l'esatto contrario: decidere quanta liquidità mantenere è una vera scelta di asset allocation.
Peraltro, proprio in questa finestra temporale arrivano per i lavoratori dipendenti i recuperi fiscali in busta paga. Un momento che ogni anno io aspetto per riflettere sul mio portafoglio e, in particolare, sulla costruzione della sua parte più liquida.
In generale, la liquidità in portafoglio ha quattro funzioni, due pratiche e due di asset allocation (che potete approfondire anche nel capitolo dedicato che troverete nel libro di Quattro soldi da investire):
Insomma, la liquidità è un vero e proprio Jolly del portafoglio, un elemento imprescindibile ma spesso dimenticato che tendiamo spesso (ed erroneamente) a scambiare con il conto corrente e a trattare come tale.
Infatti quando parlo di liquidità da investimento non intendo necessariamente denaro fermo sul conto corrente. In questo caso mi riferisco a strumenti a bassissima volatilità e facilmente liquidabili, come per l'appunto gli Etf monetari.
Di liquidità buona il nostro portafoglio ha bisogno sempre, più di quanto siamo disposti ad ammettere.
Ma nei fatti, di quanta liquidità abbiamo bisogno? La verità è che non esiste una percentuale di liquidità giusta per tutti. Dipende dall'orizzonte temporale, dalla capacità di sopportare le perdite e dal ruolo che quella liquidità deve svolgere.
Vediamolo meglio. D'ora in avanti farò riferimento solo agli Etf monetari, considrrando i conti deposito per obiettivi di breve periodo come investimenti una tantum o tutt'al più ricorrenti ma finalizzati (per esempio, il commercialista che paga le tasse con gli interessi del deposito vincolato a un anno e poi deposita di nuovo il capitale per l'anno successivo).
A questo punto va fatta un'ulteriore distinzione tra:
Che succede nella pratica al portafoglio? Vediamolo per comodità con ul lazy portfolio standard, il Warren Buffett portfolio composto da:
Lanciando una simulazione ventennale con investimento iniziale di 10.000 euro (fonte Curvo) al termine del periodo i due portafogli avranno lo stesso rapporto rischio-rendimento (Rapporto di Sharpe) pari a 0,6. Il rendimento sarà chiaramente più alto per l'Msci World classico (8,74% vs 8,11%) ma con una volatilità che nel caso del Warren Buffett è di oltre un punto più bassa (13,43% vs 12,05%) e un drawdown massimo di quasi cinque punti più basso (-44,3% vs -49%).
Questo significa che la liquidità deve esserci per forza? Ovviamente no: dipende dal profilo di rischio. L'investitore più propenso ad accettare la volatilità avrebbe ottenuto un rendimento maggiore senza Etf monetari e accettando i maggiori drawdown.
Ma uno scudo liquido avrebbe permesso invece all'investitore più timoroso di dormire sonni più sereni nei momenti di maggiore difficoltà.
E arriviano così all'ultimo punto: qual è la formula corretta per acquistare un Etf monetario.
Qui il punto essenziale è uno: fondo di emergenza e liquidità da investimento non vanno trattati come investimento unico. Il che è un po' un problema per chi (come me) utilizza un solo broker per tutte le operazioni, perché purtroppo ci costringe a fastidiosi calcoli mentali per tenere conto di tutte le proporzioni.
Il problema nasce perché il fondo di emergenza e la liquidità da investimento hanno due obiettivi diversi, ma spesso finiscono nello stesso conto titoli.
Quindi:
Il calcolo non è difficile, a meno che non si abbiano in portafoglio decine di strumenti (qui spiego perché forse non è la scelta ottimale): basta sottrarre al totale la quota di fondo di emergenza, e poi calcolare la liquidità partendo da questa nuova allocazione-tipo. Il che è fondamentale anche per le modalità di acquisto. Penso in particolare a due strade:
Non dimenticate che il ribilanciamento, già di per sé fondamentale per qualsiasi investimento, per gli Etf monetari diventa cruciale perché tendenzialmente - per loro natura - si muoveranno meno rispetto agli altri investimenti. Potreste ritrovarvi ad esempio, in un anno in cui le borse corrono molto, con la quota di liquidità scesa in pochi mesi dal 10% al 5%, con buona pace del vostro profilo di rischio.
E voi? Come utilizzate la liquidità in portafoglio? La considerate come uno strumento strategico o non l'avete mai valorizzata a fondo? Fatemelo sapere alla mail mcapponi@class.it.
Ci sentiamo la prossima settimana: buon Ferragosto a tutti!