Finlogic punta a debuttare su Aim nel mese di giugno e a utilizzare i proventi della quotazione per gli investimenti e la crescita esterna. La società pugliese, con sede ad Acquaviva delle Fonti, presso Bari, è attiva nel settore dell’information technology con la realizzazione di soluzioni complete e l’identificazione automatica dei prodotti attraverso l’utilizzo di codici a barre e della tecnologia Rfid (Radio frequency identification).
La società è controllata da BfCapital srl all’85%, holding finanziaria della famiglia Battista, mentre Italcode è azionista di minoranza (10%) e il restante 5% sono azioni proprie in mano a Finlogic. «Forniamo ai nostri clienti sistemi hardware per etichettature e la tracciabilità dei prodotti», ha spiegato Dino Natale, ceo. «Abbiamo chiuso il 2016 con un fatturato in crescita a 18 milioni, ebitda di 3 milioni e un risultato netto consolidato di 1,57 milioni. Il trend dei numeri è sempre stato in miglioramento. Parliamo di una crescita sana che ci ha permesso di aumentare anche la marginalità».
Il fatturato, ha continuato il manager, è fatto «principalmente in Italia. L’estero invece pesa per circa l’8-10%. Operiamo in Francia, Germania, Svizzera e in Spagna». La società utilizzerà i proventi della quotazione per gli investimenti e la crescita esterna. «L’aumento di capitale da 6 milioni verrà utilizzato in due direzioni, da un lato in investimenti per incrementare la capacità produttiva, dall'altro nella politica di crescita per acquisizioni iniziata nel 2014. Abbiamo acquisito due società e il processo di integrazione potrà continuare. L’obiettivo è diventare leader nel settore dell’identificazione automatica».
Il debutto, prosegue il manager, dovrebbe avvenire «entro giugno. Il book è aperto. Stiamo avendo interessanti indicazioni». La società ha distribuito quest'anno distribuito un cospicuo dividendo, 3,5 milioni secondo voci di mercato, un segnale della prossima volontà di remunerare i futuri nuovi azionisti, secondo Natale, che tuttavia non ha confermato l'entità della cifra rimandando al documento di ammissione alla quotazione.
Il dividendo sarebbe stato pagato con l’utilizzo di riserve e in parte con gli utili del 2016. «C’è stata una delibera di distribuzione antecedente alla quotazione. Si tratta di risorse interne. Chiaramente», ha affermato il manager «è l’inizio di una nuova politica di dividendi che interesserà i prossimi anni, che mira a remunerare stabilmente gli azionisti. Questo è stato comunicato a tutti gli investitori.». Il flottante della società post quotazione dovrebbe aggirarsi intorno al 25% del capitale.