Wall Street chiude in calo con i dazi al 104% alla Cina che scatteranno alla mezzanotte del 9 aprile. Il Dow Jones perde lo 0,84% a 37.645,84 punti, il Nasdaq cede il 2,15% a 15.267,91 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,57% a 4.982,78 punti. Per la prima volta da un anno che lo S&P 500 chiude sotto i 5.000 punti. L'euro è scambiato a 1,0958 dollari dopo la chiusura della borsa Usa. La moneta unica sale dello 0,47% verso il biglietto verde.
La Casa Bianca rilancia sui dazi alla Cina. Gli Usa alzeranno al 104% le imposte sulle importazioni cinesi a partire dalla mezzanotte di mercoledì, ora di Washington.
Lunedì Trump aveva minacciato di aumentare del 50% le tariffe esistenti contro la Cina a partire dall’indomani se Pechino non avesse eliminato i suoi dazi ritorsivi sui beni statunitensi entro la giornata. Il presidente Usa aveva anche specificato che la Cina avrebbe dovuto comunicare la sua decisione entro le «ore 12» di martedì. Pechino ha però ribadito già nella mattina di non avere intenzione di eliminare i suoi dazi di ritorsione del 34% contro gli Usa.
Immediata la frenata degli indici: lo S&P vira in negativo a -0,27%, il Nasdaq resta appena sopra la parità a +0,18%, il Dow Jones sale dello 0,57%.
Wall Street prosegue la seduta in positivo. Alle 17,30 il Dow Jones sale del 2,4%, il Nasdaq del 2,6% e lo S&P 500 del 2,18%. «Quasi 70 Paesi ci hanno contattato per iniziare negoziati sui dazi»: lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.
Martedì Trump ha pubblicato su Truth Social di aver avuto una «grande chiamata» con il presidente ad interim della Corea del Sud e che anche la Cina «vuole fortemente concludere un accordo».
Il cambio euro/dollaro è sceso dello 0,4% mentre il treasury decennale è salito del 1,08%. Bene l’oro che sale dell’1,38%.
Wall Street apre la seduta in positivo. Alle 15.30 il Dow Jones guadagna il 2,7%, il Nasdaq il 2,3% e lo S&P 500 il 2,4%.
Martedì i future azionari hanno registrato un rialzo, in una leggera tregua rispetto alle turbolenze di mercato innescate dall’introduzione dei dazi da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che hanno causato le maggiori perdite azionarie dall’inizio della pandemia.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha detto alla CNBC martedì che l’escalation della Cina è stata un grosso errore. Ha aggiunto che circa 70 paesi si erano rivolti agli Stati Uniti per negoziare i dazi. «Se si presentano al tavolo con proposte concrete, penso che potremmo concludere con qualche buon affare», ha detto Bessent. «E parte del calcolo potrebbe essere che una parte delle tariffe rimanga in vigore».
Ecco cinque titoli da monitorare martedì 8 aprile.
Alle 15.30 il titolo sale del 4,6%. Il produttore di iPhone si è ripreso dopo aver perso circa 638 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, secondo le stime di Cnbc. Si tratta di un valore maggiore della capitalizzazione di mercato di 489 società nell’S&P 500.
Alle 15.30 le azioni salgono del 6,25% dopo che la società ha annunciato un programma di riacquisto di azioni da 10 miliardi di dollari.
Alle 15.30 il titolo sale del 13% dopo la conferma della guidance per l’intero anno.
Alle 15.30 le azioni salgono del 7,9%. Il produttore di chip sta valutando l’ipotesi di applicare un sovrapprezzo tariffario ad alcuni clienti a partire dal 9 aprile, secondo quanto riportato da Reuters.
Alle 15.30 il titolo della società di prodotti per l’archiviazione elettronica sale del 10% dopo che l’azienda ha accettato di vendere la sua attività Ethernet a Infineon Technologies per 2,5 miliardi di dollari in contanti.(riproduzione riservata)