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Xi Jinping
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La Cina avverte: ritorsioni contro chi isola Pechino su richiesta Usa

21 aprile 2025, 09:00 Ultimo aggiornamento: 10:08

Prosegue la guerra dei dazi: mentre gli Usa cercano accordi con diversi Paesi soggetti a super dazi (a partire dal Giappone), Pechino mette le mani avanti | Nikkei in rosso, selloff deciso su T bond e dollaro. Jerome Powell (Fed) sarà sostituito?

In sintesi:

  • Avvertimento della Cina: ritorsioni annunciate verso i Paesi che appoggiano l’isolamento di Pechino promosso dagli Stati Uniti.
  • Dazi Usa: Trump ha alzato i dazi su beni cinesi al 145%, congelando quelli verso altri Paesi per 90 giorni.
  • Risposta cinese: dazi al 125% su merci Usa, restrizioni all’export di minerali critici, blacklist contro aziende americane.
  • Nessuna intesa in vista: secondo gli analisti, un accordo tra Cina e Stati Uniti non è imminente.
  • Xi Jinping rafforza i legami in Asia: visite ufficiali in Vietnam, Malesia e Cambogia per costruire un fronte comune anti-dazi.
  • Mossa strategica alla Wto: sostituito il capo negoziatore con Li Chenggang, che ha già presentato un ricorso ufficiale al Wto.

La Cina ha avvertito che avvierà misure di ritorsione contro quei Paesi che, collaborando con gli Stati Uniti, danneggiano i suoi interessi. L’avvertimento arriva mentre la guerra commerciale tra Usa e Cina rischia di coinvolgere anche altre nazioni, aggravando le tensioni internazionali.

Strategia Usa: pressioni multilaterali

L’amministrazione Trump starebbe usando i negoziati sui dazi per fare pressione sui partner commerciali americani in modo che riducano le loro relazioni con la Cina. Il presidente ha recentemente sospeso per 90 giorni gli aumenti tariffari verso altri Paesi, ma ha portato al 145% i dazi su molti beni cinesi.

La posizione ufficiale di Pechino

«Se verranno raggiunti accordi a scapito della Cina, Pechino non li accetterà e risponderà con contromisure reciproche», ha dichiarato il ministero del Commercio cinese. La dichiarazione avverte del rischio di un ritorno alla «legge della giungla» nei rapporti commerciali globali, e accusa gli Stati Uniti di attuare una forma di «bullismo unilaterale».

Contromisure già in atto

La Cina ha reagito ai dazi americani imponendo tariffe del 125% sulle merci provenienti dagli Usa, limitando le esportazioni di minerali critici e inserendo diverse società statunitensi — per lo più piccole realtà — in una lista nera che ne ostacola l’accesso al mercato cinese.

Diplomazia asiatica: Xi rafforza i legami regionali

Nel suo primo viaggio all’estero del 2025, il presidente Xi Jinping ha visitato Vietnam, Malaysia e Cambogia. Durante gli incontri, Xi ha sollecitato un’alleanza per contrastare dazi e pressioni unilaterali, ribadendo l’impegno della Cina a difendere l’equità commerciale e la cooperazione internazionale.

Cambiamenti negli equilibri commerciali

La Cina ha rafforzato i suoi legami con il Sudest asiatico, che oggi rappresenta il principale partner regionale. Gli Stati Uniti, tuttavia, restano il primo partner commerciale della Cina a livello nazionale.

Cina, un nuovo capo dei negoziati 

Il Ministero del Commercio cinese ha sostituito il suo capo negoziatore internazionale con Li Chenggang, ex ambasciatore presso il Wto (World Trade Organization) e ora nominato anche viceministro. In parallelo, Pechino ha depositato un ricorso formale all’Organizzazione Mondiale del Commercio contro gli ultimi aumenti tariffari imposti dagli Stati Uniti. (riproduzione riservata)


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

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