Con i dazi di Donald Trump che mordono a ovest, l’Unione Europea pensa a rafforzare una vecchia via commerciale a est per diversificare i suoi mercati. Nell’anno (il 2025) del 50esimo anniversario dei legami diplomatici tra Ue e Cina, la presidente della Commissione si è confrontata con il primo ministro cinese sullo stato delle relazioni tra le due superpotenze.
Durante la telefonata Ursula von der Leyen e Li Qiang hanno avuto un dibattito «costruttivo e fatto il punto sulle questioni bilaterali e globali», si legge nella nota della Commissione. L’obiettivo resta quello di trovare con «urgenza soluzioni strutturali per riequilibrare le relazioni commerciali bilaterali e garantire un migliore accesso delle imprese, dei prodotti e dei servizi europei al mercato cinese».
La Commissione potrebbe presto recarsi in in Cina dopo le visite in India e Asia centrale. In attesa di un possibile incontro in presenza, i due leader si sono confrontati anche sul difficile contesto economico, peggiorato da quando le tariffe di Trump hanno iniziato a far crollare le borse e risvegliato gli spettri della recessione e dell’inflazione.
«In risposta alla diffusa interruzione causata dai dazi statunitensi», è scritto nella nota, «la presidente ha sottolineato la responsabilità dell’Europa e della Cina, due dei più grandi mercati del mondo, nel sostenere un forte sistema commerciale riformato, libero, equo e fondato su un campo di gioco alla pari».
Von der Leyen vorrebbe evitare un’ulteriore escalation e ha chiesto al premier cinese di procedere a una risoluzione negoziata della situazione. Le mosse di Pechino saranno cruciali e non solo perché sta rispondendo a muso duro a Trump, con contro-dazi che rischiano di far salire la tensione alle stelle.
Per reagire alle tariffe americane la Cina potrebbe inondare i mercati europei con i suoi beni, danneggiando così i produttori locali con una concorrenza sleale: spesso accade che le aziende cinesi ricevano sussidi dal governo per produrre a costi più contenuti e quindi riescono a vendere a prezzi inferiori dei competitor.
Ecco perché von der Leyen ha «sottolineato il ruolo cruciale della Cina nell’affrontare la possibile deviazione degli scambi causata dalle tariffe, soprattutto nei settori già colpiti dalla sovracapacità globale». I due leader quindi hanno parlato dell’istituzione di «un meccanismo per tracciare la possibile deviazione degli scambi e garantire che qualsiasi sviluppo venga debitamente affrontato».
Il confronto si è poi spostato alla guerra tra Russia e Ucraina. La mediazione di Trump non è bastata per arrivare a un cessate il fuoco. Di conseguenza la presidente «ha invitato la Cina a intensificare gli sforzi per contribuire in modo significativo al processo di pace».
Von der Leyen ha anche ribadito il «fermo sostegno dell’Ue a una pace giusta e duratura» e sottolineato «che qualsiasi condizione per raggiungerla deve essere determinata dall’Ucraina». Un altro fronte, quello della geopolitica, in cui l’Europa spera di tornare centrale ora che Trump sembra non volersi più fare carico della difesa del Vecchio Continente. (riproduzione riservata)