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L'oro resta un pilastro
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L'oro resta un pilastro

Milano Finanza - Numero 150 pag. 41 del 01/08/2026

Superata la metà dell'anno, i mercati finanziari continuano a essere guidati da un tema dominante: l'AI. Dopo mesi segnati da forti investimenti nelle infrastrutture, cresce l'attenzione su come evolveranno le strategie dei grandi colossi tecnologici e su quali saranno i prossimi settori protagonisti. Ne parla Giordano Lombardo, ceo di Plenisfer Sgr.

Domanda. Cosa vi aspettate per i prossimi mesi?

Risposta. È stato un anno particolare. Al di là della parentesi geopolitica, il vero driver dei mercati, sia azionari sia obbligazionari, è stato l'intelligenza artificiale. Noi distinguiamo tre categorie di protagonisti. La prima è quella degli hyperscaler, come Google, Microsoft, Meta e Amazon, impegnati in una corsa agli investimenti che ormai è diventata quasi esistenziale. Non si tratta più di decidere se investire oppure no: chi rallenta rischia di perdere quote di mercato in business che fino a poco tempo fa sembravano inattaccabili. Tanto che nelle trimestrali pubblicate in settimana, queste società, hanno annunciato piani di investimento stabili o in aumento, che sfioreranno complessivamente gli 800 miliardi di dollari a fine anno. La seconda categoria è quella dei beneficiari di questi investimenti: produttori di memorie, semiconduttori, infrastrutture e data center. È stato il trade dominante della prima parte dell'anno. Infine ci sono le vittime, cioè il settore del software. Il mercato ha scontato l'idea che l'intelligenza artificiale renderà superfluo lo sviluppo tradizionale del software e questo ha provocato ribassi anche del 50-70% per alcune società.

D. Il tema AI continuerà a dominare anche nella seconda parte dell'anno?

R. Si, mentre guardando oltre l'anno in corso, molto dipenderà dall'evoluzione dei piani di investimento degli hyperscaler. Se i grandi annunci di capex continueranno, il mercato premierà ancora infrastrutture, memorie, data center e tutto ciò che ruota attorno alla costruzione dell'ecosistema AI. Se invece assisteremo a un rallentamento degli investimenti, la leadership potrebbe cambiare. A quel punto il mercato potrebbe tornare a privilegiare gli stessi hyperscaler, premiando una maggiore disciplina finanziaria e una migliore redditività del capitale. In ogni caso bisogna prendere atto di un cambiamento strutturale: queste società non sono più modelli asset light. Stanno diventando aziende ad altissima intensità di capitale, tanto che oggi ricorrono sempre più spesso anche al mercato obbligazionario per finanziare gli investimenti.

D. Le Magnifiche Sette potrebbero quindi tornare protagoniste?

R. Sì, anche se con una distinzione importante. Nvidia rappresenta un caso a sé, mentre Microsoft, Amazon, Meta e Google potrebbero beneficiare di un rallentamento della corsa agli investimenti. Sarebbero però società molto diverse rispetto al passato.

D. Lei vede opportunità proprio tra i titoli software che sono stati penalizzati?

R. Sì. Da investitore contrarian ritengo che il mercato abbia reagito in modo eccessivo. Società come Salesforce, Adobe o Constellation Software hanno rapporti consolidati con i clienti, sono integrate nei processi aziendali e offrono molto più della semplice programmazione. Saranno loro stesse a utilizzare l'intelligenza artificiale per diventare più efficienti.

D. Al di fuori della tecnologia, dove vedete le migliori occasioni?

R. Il grande tema è la graduale rotazione fuori dagli Stati Uniti. Era iniziata prima delle tensioni geopolitiche, poi si è interrotta ed ora sta tornando. Sulla Cina restiamo prudenti. Il Paese continua a fare enormi progressi tecnologici, ma non è detto che questi si traducano automaticamente in rendimenti per gli investitori. Qui la selezione e la gestione attiva è essenziale, così come in molti mercati emergenti a cui continuiamo a guardare con interesse.

D. Quali in particolare?

R. In America Latina siamo investiti sia sull'azionario sia sull'obbligazionario. Messico, Brasile e Argentina offrono opportunità interessanti grazie a politiche monetarie prudenti e tassi reali ancora elevati. Abbiamo esposizioni anche in Colombia e Perù. In Asia, invece, siamo sull'azionario, privilegiando l'India, che offre società tecnologiche di grande qualità, e l'Indonesia soprattutto nei finanziari e nei consumi domestici. Sono economie dinamiche, che continuano a investire nelle infrastrutture e presentano fondamentali macroeconomici solidi.

D. E l'Europa?

R. Continua a soffrire per la mancanza di crescita. Gli investimenti infrastrutturali, soprattutto in Germania, stanno procedendo più lentamente del previsto. Ma anche all'interno del mercato europeo si può trovare valore, come nel settore bancario. Dopo 15/20 anni di profonde ristrutturazioni, molte banche europee presentano bilanci molto solidi, buona capitalizzazione e redditività che oggi non dipende più soltanto da tassi più elevati.

D. Vale anche per l'Italia?

R. Sì. Le banche italiane restano uno dei nostri temi preferiti. Sul fronte industriale siamo selettivi. Tra le società che continuiamo ad apprezzare ci sono De' Longhi, Avio e Prysmian. Quest'ultima rappresenta un esempio interessante perché beneficia degli investimenti nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale, grazie ai cavi necessari per collegare i data center. Inoltre sta registrando una crescente domanda anche dal settore della difesa, dove i nuovi droni collegati tramite fibra ottica stanno aprendo ulteriori opportunità.

D. E sul fronte obbligazionario?

R. Nel credito è sempre più difficile trovare opportunità. Gli spread sono molto compressi. Per questo preferiamo i mercati dove i tassi reali restano elevati, come l'America Latina. Sul credito europeo privilegiamo emittenti finanziari ed energetici.

D. Parliamo di oro che ultimi mesi ha avuto un calo. Come vi state muovendo?

R. Abbiamo ridotto l'esposizione dopo il forte rialzo, ma l'oro rimane una componente strutturale dei nostri portafogli. Ci stiamo muovendo verso un contesto di inflazione strutturalmente più elevata, che implica una perdita di potere d'acquisto delle principali valute. Per questo motivo pensiamo che nei prossimi mesi possano presentarsi occasioni per aumentare nuovamente l'esposizione ai metalli preziosi.

D. Vede opportunità in altre materie prime?

R. Sì. L'intelligenza artificiale richiederà enormi quantità di energia e materie prime. Rame, uranio e altri metalli non hanno ancora espresso tutto il loro potenziale. Per oltre 15 anni il settore minerario ha investito troppo poco e per realizzare nuove miniere può servire un decennio. Ecco perché continuiamo a mantenere un'esposizione a queste commodity, anche dopo aver beneficiato di alcuni rally, come quello dell'uranio (riproduzione riservata)



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