La forte accelerazione nell'uso della rete in fibra, impressa dal coronavirus, spinge Unidata a incrementare gli investimenti nelle "aree grigie" del Paese, anche ricorrendo ai finanziamenti garantiti al 100% dallo Stato, messi in campo dal Governo Conte per rilanciare l'economia.
Lo ha annunciato in un'intervista a Mf Dow Jones News, Renato Brunetti, presidente, a.d. e socio Fondatore di Unidata, societa' che ha debuttato con successo sull'Aim Italia di Borsa Italiana lo scorso 16 marzo, malgrado il Covid-19. Unidata e' stata infatti la prima Ipo del 2020 sull'Aim Italia che ha portato a 130 il totale delle quotate sul mercato delle Pmi. La societa' attiva nel settore strategico delle tlc raccoglie i frutti dello sbarco a Piazza Affari.
Domanda: La diffusione del coronavirus in Italia e all'estero ha messo in ginocchio l'economia e inciso sui piani di crescita delle aziende.
Unidata, che ha sfidato con successo la pandemia anche con la quotazione, ha avuto ripercussioni sull'andamento societario?
Risposta: "Noi non siamo stati colpiti dalla pandemia, quindi ci riteniamo fortunati. Non c'e' stato nessun effetto covid sulla societa' ne' sui conti che sono positivi", a differenza di altri settori veramente in crisi come quello alberghiero.
D: Quali sono i progetti futuri di Unidata per il 2020, anno che rimarra' nella storia per lo shock del Covid-19 su economia, finanza, societa', persone, Stati?
R: "Prossimamente - ma la situazione e' ancora in itinere - accelereremo sicuramente sulla rete in fibra ottica nelle aree grigie del Lazio, che ora sono lasciate indietro rispetto alle aree bianche che sta finanziando lo Stato con Open Fiber e a quelle nere dove c'e' piu' concorrenza.
Intendiamo incrementare la nostra rete - ora di circa 2.500 km di fibra - soprattutto nelle aree grigie e nella citta' di Roma, dove stiamo lavorando, investendo almeno 1 milione quest'anno ma molti di piu' nei prossimi 2 anni, quando ci sara' un picco. I nostri investimenti li faremo da soli, senza Open Fiber", societa' controllata al 50% da Enel e al 50% da Cdp, con cui Unidata ha una partneship infrastrutturale per la Capitale.
D: Il decreto liquidita' prevede prestiti con garanzia statale fino al 100% per favorire la ripartenza del sistema produttivo italiano, colpito dall'emergenza sanitaria. Unidata ha presentato la domanda per accedere ai recenti strumenti finanziari messi a disposizione dall'esecutivo?
R: "No, ci stiamo pensando", anche se "la posizione finanziaria netta e' decisamente molto positiva", in attivo di oltre 9 milioni di euro al 31 marzo 2020. La richiesta di prestiti allo Stato "non ci serve per l'ordinaria amministrazione ma non e' escluso che accederemo a questi fondi per investirli sull'infrastruttura in fibra nelle aree grigie.
Abbiamo l'ambizione di investire molto nei prossimi anni quindi e' un piano su cui stiamo ancora lavorando e potrebbe avere importi significativi".
D: Oltre agli investimenti nella fibra ottica, su quali altri settori puntera' Unidata nel 2020?
R: "Come progetti futuri abbiamo in cantiere la crescita dell'Internet of Things & smart solution che rappresenta il nostro 3* settore, del cloud & data center che e' il 2* oltre che della connessione in fibra ottica che e' la nostra attivita' principale. Sullo Iot stiamo facendo dei nuovi progetti e pensiamo di ottenere dei risultati di un certi rilievo gia' quest'anno".
D: Il lockdown fino allo scorso 3 giugno ha bloccato alcuni settori e chiuso attivita' che potrebbero non riaprire, costringendo le societa' ad un cambio di programma. Unidata rivedra' il piano industriale nel breve termine?. R: "La strategia di Unidata si basa su un piano industriale triennale al 2022". Tra i target di Unidata per il 2020 ci sono 15,9 milioni di ricavi e un utile netto di 2,2 mln. Il raggiungimento degli obiettivi di Unidata "sta andando secondo il programma, in linea con il business plan", ma per fine anno ci potrebbe essere un upgrade del piano.
D: Unidata aumentera' il flottante in Borsa?
R: "Attualmente la quota del flottante e' di circa il 18% e potremo pensare di incrementarla. C'e' comunque un warrant da novembre di quest'anno che ci potrebbe portare un ulteriore flottante del 5-10%, a seconda di quanto viene esercitato" e questa operazione potrebbe favorire l'ingresso di nuovi investitori.