L’Aim Italia si conferma come un’ottima palestra per quelle piccole e medie imprese che poi vogliono passare al listino principale di piazza Affari. Un’ulteriore conferma è arrivata dall’Aim Italian Conference 2017 che si è tenuta ieri nella City. «È la prima iniziativa dedicata all’Aim Italia a Londra per proporre le società agli investitori internazionali. Abbiamo anche qualche investitore non Uk. Questa è auspicabilmente la prima. Se tutto andrà come deve andare verremo altre volte. È il giusto momento. La massa critica del mercato c’è, come ci sono anche un outlook positivo del mercato e un inizio di liquidità importante dovuta anche ai piani individuali di risparmio», così ha presentato l’in iniziativa Barbara Lunghi, Head of Italy Primary Markets di Borsa Italiana, interpellata da MF-DowJones. Otto le società che hanno partecipato all’evento (Giglio Group, Bomi, Bio On, H-Farm, Piteco, Triboo, Siti B&T e Masi Agricola) e di queste diverse mirano a passare su Mta. «Contiamo di arrivarci entro l’estate», quindi tra «metà luglio e metà settembre potrebbero essere delle date giuste», ha affermato proprio Alessandro Giglio, presidente della società di e-commerce 4.0 Giglio Group, parlando del possibile passaggio allo Star. «Abbiamo fatto tutto il percorso disegnato da Borsa. È un itinerario giusto, che rifarei. Siamo entrati in Elite, passati poi all’Aim - che rappresenta una palestra - e poi con lo Star ci sarà la partita vera». Anche Piteco punta a passare al listino principale entro fine anno. «È assolutamente una della nostre priorità. Chiuso il bilancio stiamo aprendo il cantiere. L’obiettivo è di arrivarci entro la fine dell’anno», ha sottolineato invece Marco Podini, presidente di Piteco. Piteco è specializzata in soluzioni software per la tesoreria. Ha i requisiti per sbarcare su Mta anche Bio On, società attiva nel segmento delle bioplastiche. «Abbiamo deciso, come da comunicato, di non esercitare 7,7 mln di warrant dando un messaggio chiaro a tutti quelli che hanno investito su di noi. L’azienda ha voluto limitare al massimo il possibile effetto diluitivo. Abbiamo voluto solo vendere sul mercato 2,5 mln di warrant in queste ultime settimane che vanno ad aggiungersi agli 1,6 mln già presenti sul mercato che se, come auspichiamo, verranno esercitati porteranno l’azienda ad avere un flottante del 36%. È un numero che ci consente di avere un approccio diverso al mercato», ha dichiarato il numero uno Marco Astorri. «Abbiamo quindi», ha proseguito il manager, «un flottante per pensare ad un mercato regolamentato. Penseremo poi a come farlo e quando. La cosa importante è che Bio On si presenti al mercato come azienda che ha scambiato più di tutte, oltre 30 mln da inizio anno, e con un flottante che passa dal 18 al 35-36%, che è un numero ragguardevole di un’azienda sana che sta crescendo e che può rimanere e fare bene su Aim, come può decidere, ad esempio, di fare un passo verso lo Star». (riproduzione riservata)