Kering torna a vedere il segno più. Il gruppo francese chiude i primi sei mesi del 2026 con ricavi pari a 7,22 miliardi di euro, in crescita dell'1% a perimetro comparabile (-3% a cambi correnti), mentre il secondo trimestre accelera ulteriormente, registrando un +2% like-for-like e segnando il ritorno alla crescita. Il miglioramento è diffuso e si riflette anche nella principale maison del gruppo. Gucci, ancora impegnata nella fase di rilancio, limita infatti il calo dei ricavi al 3%, ma soprattutto mostra una marcata accelerazione nel canale retail nel secondo trimestre, con un miglioramento del 7% rispetto ai primi tre mesi dell'anno. Un dato che il gruppo indica come il primo segnale concreto dell'efficacia delle iniziative commerciali e creative avviate negli ultimi mesi. «Kering registra una performance migliore nel secondo trimestre, con il ritorno alla crescita dei ricavi», commenta il ceo Luca de Meo. «Il trimestre mostra anche un'accelerazione sequenziale, compresa Gucci, trainata dalle azioni intraprese negli ultimi mesi. Pur in un contesto di mercato ancora impegnativo, continuiamo a eseguire la nostra roadmap con disciplina e coerenza, creando le basi per una crescita sostenibile e per la creazione di valore nel lungo periodo». Nel semestre il gruppo continua anche il piano di razionalizzazione della rete commerciale. Dopo le 75 chiusure nette realizzate nel 2025, Kering completa altre 84 chiusure nei primi sei mesi dell'anno, pari a circa il 5% della rete diretta esistente a fine dicembre, avvicinandosi all'obiettivo di 100 chiusure nette previsto per l'intero esercizio. Sul fronte della redditività, l'utile operativo ricorrente raggiunge 921 milioni di euro, con un margine del 12,8% dei ricavi, in miglioramento di 40 punti base rispetto al primo semestre del 2025. L'utile netto di pertinenza del gruppo si attesta a 189 milioni di euro. Particolarmente significativo è il rafforzamento della struttura finanziaria. Nel semestre Kering genera un flusso di cassa operativo libero di 2,6 miliardi di euro, che si attesta a 1,8 miliardi escludendo gli elementi straordinari. Tra questi figurano 497 milioni derivanti dalle cessioni immobiliari e 300 milioni legati all'accordo su Gucci Beauty. Il debito netto scende a 3,3 miliardi di euro dagli 8 miliardi registrati al 31 dicembre 2025, con un miglioramento di 4,7 miliardi in sei mesi. La posizione di liquidità raggiunge inoltre 8,5 miliardi di euro, beneficiando anche dei 4 miliardi incassati con il completamento della cessione di Kering Beauté a L'Oréal, finalizzata il 31 marzo scorso. La cura de Meo funziona «in linea o in anticipo» rispetto alla tabella di marcia e con i primi segnali di recupero operativo che iniziano a emergere anche in Gucci, il marchio più osservato dagli investitori. (riproduzione riservata)