L'obbligo di dotarsi di una polizza catastrofale inizia a prendere piede tra le imprese italiane. Ossia il tessuto produttivo italiano sta prendendo crescenti precauzioni contro i danni causati da calamità naturali come terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni.
A fine aprile infatti il 16% dei 4,3 milioni di imprese (non agricole) censite dall'Istat risultavano assicurate con polizze cat-nat. Un valore in crescita del 3% solo da gennaio, quando si parlava appunto del 13% di realtà imprenditoriali tutelate dagli eventi estremi causati dal cambiamento climatico. Questa la fotografia scattata dalla rilevazione dell'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (Ivass) aggiornata allo scorso 30 aprile.
Sempre nello stesso periodo - ossia tra gennaio e aprile 2026 - il valore assicurato complessivo, segnala l'autorità presieduta da Paolo Angelini, è aumentato del 30% mentre i premi sono cresciuti del 27,9%. Il monitoraggio, si ricorda, è previsto dalla norma (legge 78 del 2025) che attribuisce al Garante per la Sorveglianza dei prezzi presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, in collaborazione con l'Ivass, il compito di controllare l'andamento dei premi assicurativi.
Da segnalare inoltre che le polizze contro le catastrofi naturali attive in Italia sono 683 mila, in aumento del 14,5% rispetto alle 596 mila rilevate a gennaio.
Le compagnie assicurative che offrono coperture catastrofali sono 45, di cui 33 vigilate dall'Ivass e 12 estere che operano in Italia in libera prestazione di servizi o in regime di stabilimento. (riproduzione riservata)