Inwit chiude la prima metà del 2026 con dati in lieve flessione dal punto di vista di ricavi e margini e una più robusta decrescita sul fronte dell'utile netto, seppure in linea con la guidance. Nel primo semestre la towerco guidata dal direttore generale Diego Galli ha registrato ricavi consolidati per 531,1 milioni (-0,8%), un ebitda after lease di 380,9 milioni (-2,5%) e un utile netto di 160,3 milioni, in calo del 13,2%. Il solo secondo trimestre, invece, vede ricavi consolidati di 267 milioni (-0,8%), ebitda after lease di 240,7 milioni (-2,1%) e un utile netto di 79,3 milioni (-15,2%) anche per l'effetto dell'aumento degli oneri finanziari. L'indebitamento finanziario netto è aumentato del 10,4% a 5,45 miliardi, principalmente per il pagamento dei dividendi agli azionisti. La leva è salita a 5,7 volte l'ebitda, come da previsioni.
Ma è soprattutto dal punto di vista degli investimenti che si vede come le controversie emerse con i due clienti, Tim e Fastweb+Vodafone, abbiano portato a una frenata del business. Gli investimenti nei primi sei mesi sono calati dell'11% a 131,7 milioni, con un rallentamento più evidente nel periodo aprile-giugno, dove sono scesi del 22,7% a 49,8 milioni. Questo si è tradotto in un calo del 76,2% dei nuovi siti a sole 50 unità (complice anche la fine del decalage dei progetti Pnrr) e delle nuove ospitalità del 47,2% a 380 unità.
Inwit ha aggiornato anche il mercato sul caso msa. Il 27 e il 28 luglio è stato formalizzato il deposito dei ricorsi della towerco al Tribunale di Milano dopo il respingimento del cautelare che Inwit aveva chiesto nei confronti di Tim e Fastweb+Vodafone per le loro disdette dei master service agreement (msa).
Guardando all'intero 2026, Inwit ritiene che l'outlook baseline di medio termine si basi su crescita dei ricavi «low single digit», espansione del margine ebitda after lease, capex annuali di 200 milioni, dividendo almeno 0,55 euro per azione e target strutturale di leva finanziaria tra 5 e 6 volte. (riproduzione riservata)