Questo articolo è stato pubblicato su 4 soldi da investire, la newsletter di Marco Capponi per iniziare a investire in modo consapevole. Per riceverla basta iscriversi da qui.
Oggi è la vigilia di Capodanno, e quindi la mia idea era di fare un bel riepilogo del 2025 visto dagli occhi di un investitore. Ma la cronaca (è questo il bello, no?) ha deciso per noi che c'è un argomento ben più impellente e attuale: parlare di oro e argento in portafoglio.
Come sempre in questa newsletter, non parleremo di investimenti in metallo fisico (un mercato che, ammetto la mia ignoranza, conosco poco e male) ma di strumenti finanziari dedicati: gli Etc. Che, come vedremo, hanno perfino un vantaggio fiscale rispetto ai normali Etf.
Ma andiamo con ordine.
Dei continui record dell'oro abbiamo parlato svariate volte, compreso l'approfondimento di 4 Soldi da Investire della scorsa settimana.
Pensate che chi avesse investito 10.000 euro in uno strumento finanziario sull'oro fisico alla fine dell'anno 2000 oggi avrebbe più di 120.000 euro. Chi avesse fatto lo stesso investimento in un Etf sull'Msci World ad accumulazione oggi si dovrebbe "accontentare" (si fa per dire) di 43.600 euro (fonti: Curvo e JustEtf).
I primati dell'oro si possono spiegare con una serie di concause: 1) status di bene rifugio contro il caos geopolitico e le guerre, 2) dollaro debole, 3) volontà dei Paesi emergenti (come la Cina e l'India) di ridurre la loro dipendenza dal dollaro americano; 4) scarsità dell'offerta.
La vera novità delle ultime settimane (non perché prima non fosse così, ma perché ce ne siamo accorti tutti all'improvviso) è l'argento. Il metallo bianco, che come l'oro è considerato da sempre un bene rifugio, da inizio anno ha guadagnato (in dollari) più del 140%, fino a toccare un massimo storico, lo scorso lunedì, sopra gli 84 dollari per oncia. E poi, nella stessa seduta, è crollato di oltre il 10%.
A innescare questa impennata è stata la Cina che, a partire da domani, implementerà un nuovo e più rigido regime di controllo sulle esportazioni di argento raffinato, di cui controlla più del 60% del mercato mondiale. Si tratta del vecchio meccanismo della domanda e dell'offerta: possibili restrizioni all'offerta, a parità di domanda, fanno crescere il prezzo di materie prime e asset finanziari.
Ma non finisce qui. L'argento, come racconta la collega Francesca Gerosa in questo articolo, è un metallo industriale presente praticamente in qualsiasi dispositivo elettronico: dai pannelli solari ai purificatori d’acqua, dai touch screen per gli smartphone ai veicoli elettrici, semiconduttori e sistemi radar.
Come potete intuire, la domanda industriale cresce esponenzialmente, ma non l'offerta: infatti, spiega Francesca nel suo approfondimento, i record del metallo sono arrivati in un momento in cui l'offerta mineraria si è indebolita a seguito di un deludente ciclo di investimenti nel settore.
Come per l'oro, anche per il suo "fratello minore" tutti i fattori si sono concatenati alla perfezione per portare all'ondata di record storici alla quale stiamo assistendo negli ultimi giorni.
Proviamo a fare la stessa simulazione di poco fa mettendo a confronto un investimento da 10.000 euro sull'argento fisico (finanziario), uno sull'oro fisico e uno sull'Msci World dal 2000 a oggi.
Come potete vedere, in questo (anomalo) orizzonte di 25 anni l'oro e l'argento si sono dimostrati ben più efficaci in portafoglio rispetto alle azioni globali. Anche se la volatilità dell'argento è stata molto elevata e non può essere tascurata.
Ma ci sono due avvertenze:
Ovviamente questi sono tutti dati storici: il futuro non possiamo né potremo mai prevederlo. Quello che possiamo fare è chiederci (magari con l'ausilio di Milano Finanza): oro e argento sono a fine corsa oppure no? In base alla risposta che ci daremo - e che io non ho - possiamo scegliere se scommetterci ancora, e quanto.
Sempre ricordarndo che che, al di là dei rendimenti astronomici dell'ultimo quarto di secolo, i metalli preziosi e più in generale le materie prime non dovrebbero mai costituire il nucleo portante di un portafoglio diversificato, ma solo una parte residuale per proteggere il portafoglio dall'inflazione e (se il recente passato dovesse ripetersi) dare un boost al rendimento complessivo.
E a questo punto arriviamo a come puntare concretamente su oro e argento. Come vi dicevo nella premessa di questo approfondimento, lo strumento che vorrei analizzare con voi è quello delle Exchange-Traded-Commodities, o Etc.
Gli Etc rientrano nella macro-categoria degli Etp (Exchange-Traded-Product) e sono simili agli Etf Ucits per quanto riguarda la loro caratteristica principale: la facilità di negoziazione. Sono infatti prodotti di investimento quotati, dotati di un codice Isin e di un rapporto di spesa annuale (il ter) che indica il costo che dobbiamo sostenere ogni anno per detenere quel prodotto.
In media, gli Etc sull'oro fisico hanno un ter dello 0,12%, mentre quelli sull'argento arrivano allo 0,20%: grossomodo come un Etf sulle azioni globali.
La differenze principali con gli Etf sono due:
Può sembrare un tecnicismo (in parte lo è) ma è cruciale per capire il passaggio successivo: il trattamento fiscale. A livello di tassazione infatti gli Etc non sono considerati Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (Oicr) come gli Etf, e questo porta a un vantaggio non da poco: le plusvalenze e minusvalenze generati con un Etc sono classificati come redditi diversi.
Questo significa che, quando realizziamo una plusvalenza con un Etc sull'oro o sull'argento, al momento della vendita possiamo compensarla con la minusvalenza generata da un altro strumento finanziario. Questo con gli Etf non è possibile: possiamo portare in compensazione delle minusvalenze, ma non possiamo usarle per compensare le plusvalenze di altri Etf, che sono invece conteggiate come redditi da capitale.
Questo comporta, come ricorda anche JustEtf, che «gli Etc hanno un trattamento fiscale di notevole favore rispetto agli Etf».
Questo significa che sono "meglio" rispetto agli Etf? Ovviamente no: gli Etc hanno funzioni diverse, sottostanti diversi, non sono diversificati, ma possono essere un valido alleato del portafoglio anche in sede di dichiarazione dei redditi. Che male non fa.
E voi: avete pensato di investire in oro e argento? Lo farete (o avete fatto) tramite Etc o tramite altri strumenti finanziari (come, per esempio, le azioni degli estrattori)? Fatemelo sapere alla mail mcapponi@class.it. Noi ci sentiamo la prossima settimana...pronti a un 2026 pieno di investimenti e tante grandi novità!
Buon anno a tutti, e grazie ancora per aiutarmi a costruire questo progetto, giorno per giorno, insieme a voi!