Questo articolo è stato pubblicato su 4 soldi da investire, la newsletter di Marco Capponi per iniziare a investire in modo consapevole. Per riceverla basta iscriversi da qui.
Lo scorso giovedì, durante il webinar di Milano Finanza nel quale abbiamo costruito insieme un portafoglio di Etf core-satellite per il 2026 (qui per rivedere la diretta) in tantissimi mi avete chiesto una cosa: «Perché non ci stai parlando di Etf tematici?».
D'altronde, in un'ora e dieci insieme abbiamo visto di tutto e di più: gli Etf con la copertura valutaria, gli emergenti, i fattoriali, perfino quelli sulla Cina. Tutti, tranne i tematici.
C'è un motivo però per cui li ho trascurati, o comunque li ho toccati molto tangenzialmente: a mio modo di vedere - ma non solo mio, anche di tanti consulenti e autorevoli esperti di mercato come gli analisti di Morningstar - gli investimenti tematici, che spesso ci vengono presentati come strumenti di base del portafoglio dei piccoli investitori, sono in realtà molto complessi. E vanno maneggiati con estrema cura.
Ma proviamo a capire il perché.
A un certo punto del webinar vi ho fatto la più classica delle "domande trabocchetto", chiedendovi di classificare una serie di strumenti finanziari in base al peso che secondo voi dovrebbero avere in un portafoglio diversificato, in una scala da 1 a 5.
Come immaginavo (e non c'è niente di male in questo, anzi è proprio il tema dell'approfondimento di oggi) avete attribuito molto più "peso specifico" a un Etf sui titoli europei della difesa rispetto a uno sull'S&P 500, il più grande indice di azioni americane.
Se ci pensate bene, per sua stessa natura un indice di titoli europei sulla difesa è la negazione stessa della diversificazione: investe solo in aziende dello stesso settore, e peraltro tutte della stessa area geografica. Tutt'al più, è in investimento ad altissima convinzione, quasi equiparabile a quello in singole azioni.
Allora perché nella percezione di molti investitori individuali si crea questa percezione così "distorta"? Per una serie di ragioni:
Inoltre, in noi investitori irrazionali partono tutta una serie di meccanismi indagati dalla finanza comportamentale: la Fomo (paura di non prendere il treno e rimanerne fuori), l'effetto gregge (visto che tutti investono in difesa, lo faccio anche io).
E, ultimo ma non non meno importante, siamo attratti dal canto delle sirene del marketing: per una società di gestione è molto più "facile" vendervi un trend di cui tutti parlano come la difesa che non concetti più astratti come il fattore value o un indice equiponderato.
Proprio per questo motivo gli Etf (e più in generale i fondi) tematici diventano uno strumento ben più complesso di quello che sembra, da maneggiare con grande cura.
Proviamo a unire i puntini di quello che abbiamo detto finora. Che succede se il tema è sulla cresta dell'onda, i titoli azionari crescono a doppia o tripla cifra e gli investitori individuali mostrano interesse? Verosimilmente, i nuovi prodotti che arriveranno sul mercato verranno quotati quando le valutazioni sono già alte, se non proprio ai massimi.
Morningstar ha analizzato questo fenomeno in un report del 2023, intitolato The big shortfall, "Il grande divario". La tesi della società di ricerca e analisi finanziaria è molto semplice: «Gli investitori tematici perdono quote di rendimento molto elevate a causa del tempismo di ingresso sbagliato».
In un orizzonte temporale di cinque anni tra il 2018 e il 2023, calcola Morningstar, i fondi tematici hanno registrato in media una performance del 7,3% annualizzato. Ma gli investitori, sbagliando il tempismo di ingresso (o di uscita) da questi fondi, hanno guadagnato solo il 2,9%.
Un divario di quasi 5 punti percentuali, contro il mezzo punto di scarto registrato nei fondi non tematici.
E questo divario, aggiunge Morningstar, è stato addirittura più elevato per gli Etf che per i fondi comuni, visto che gli Etf «tendono a offrire scommesse più concentrate e si prestano maggiormente a un utilizzo tattico».
Cosa ci sta dicendo questo report, in sostanza?
Con tutto questo ragionamento vi sto forse dicendo che l'investimento tematico è sbagliato a prescindere e che è soltanto una trappola delle divisioni marketing? Ovviamente no.
Semplicemente, sto cercando di tracciare una guida su come approcciarsi nel modo più rigoroso possibile (e funzionale al portafoglio) ai megatrend.
Se abbiamo capito bene il ragionamento, possiamo trarne tre linee guida essenziali:
A questo punto, andiamo a vedere quali Etf scegliere in concreto. E qui entra in gioco un meccanismo che avevamo visto in un altro approfondimeto della newsletter (qui per rileggerlo): anche se fatte formalmente con Etf passivi, le scommesse tematiche sono sempre attive.
Questo perché gli indici "replicati" sono molto differenti da loro, spesso costruiti dai provider o dalle società di gestione "su misura" proprio per quell'Etf, senza che ci siano possibilità di confronto tra prodotti. In altre parole: il tracking error, unità di misura dell'aderenza di un Etf al suo benchmark, è praticamente inutilizzabile.
L'esempio che ho fatto varie volte è quello degli Etf sull'intelligenza artificiale: le performance del 2025 dei 15 prodotti disponibili per investitori europei vanno da un massimo del 27% a un minimo del -7%. Quale sta replicando in modo "genuino" il trend? Probabilmente nessuno. O meglio, non abbiamo dati sufficienti per rispondere a questa domanda.
Morale: dobbiamo andare ad analizzare questi Etf uno a uno. Vedere quali titoli includono, qual è il grado di ricavi che le società generano dal trend di riferimento, quali sono le aspettative future sugli utili legati al tema. Un lavoro molto più difficile di quanto può sembrare all'apparenza, no?
E voi: cosa ne pensate degli Etf tematici? Avete intenzione di comprarne e, se sì, come li state scegliendo? Fatemelo sapere scrivendomi una mail a mcapponi@class.it. E visto che la prossima settimana è il 24 dicembre, fatemi sapere se volete anche uno speciale natalizio con un po' di "idee regalo" (senza consigli di investimento, che non posso e non devo darvi!) per il portafoglio in ottica 2026.
A presto!