Si amplia il premio dell'offerta di Intesa Sanpaolo su Mps. Ieri in borsa il titolo della banca guidata da Carlo Messina è salito dell'1,39% a 6,79 euro, mentre Rocca Salimbeni è rimasta poco mossa a 11,68 euro, con un rialzo dello 0,8%, confermando il movimento osservato già lunedì 3. Ai prezzi di chiusura, il corrispettivo proposto da Intesa, cioè 16 azioni di nuova emissione ogni 10 azioni Mps, più un conguaglio in contanti di un euro, valeva 11,87 euro, con un premio implicito di 18 centesimi, ossia all'1,58%.
La dinamica dei due titoli riflette il progressivo riposizionamento degli arbitraggisti. Archiviata l'ipotesi di un'integrazione tra Mps e Banco Bpm, il mercato attribuisce maggiori probabilità di successo all'offerta di Intesa Sanpaolo. Da qui lo spostamento delle posizioni dal titolo senese a quello di Ca' de Sass, nella convinzione che i principali benefici industriali e finanziari dell'operazione finiranno per riflettersi soprattutto sul gruppo guidato da Carlo Messina.
A rafforzare l'interesse del mercato per Intesa ha contribuito anche il giudizio di Jefferies (rating buy con target price a 7,8 euro). Gli analisti ritengono che le attività di m&a, con l'offerta su Mps e il successivo accordo con Unipol, possano consolidare il posizionamento strategico di Ca' de Sass, ampliandone la capacità distributiva e rafforzandone la presenza nei business assicurativi, nel risparmio gestito e nella protezione. Intanto la Consob attende le risposte alla richiesta di chiarimenti inviata ai vertici di Mps e Banco Bpm sull'ipotesi di fusione, il cui termine è ormai in scadenza, mentre restano alla finestra i maggiori azionisti di Siena, a partire dal ministero dell'Economia, che per ora non è orientato a cedere il suo 4,9%. (riproduzione riservata)