Sinistri in calo per il settore navale. Nell'ultimo anno i significativi miglioramenti realizzati in materia di sicurezza hanno portato il trasporto marittimo a registrare il minor numero di perdite di grandi navi dal 2010 a oggi. Lo rivela la Safety & Shipping Review 2023 di Allianz Global Corporate & Specialty che punta però l'attenzione anche su una combinazione di fattori che riguardano il rischio di incendi, le continue e nuove minacce causate dagli effetti a catena del conflitto in Ucraina, le sfide della decarbonizzazione, l'incertezza economica e l'aumento del costo degli indennizzi. Tutti fatti che confermano come il settore dovrà ancora affrontare molti ostacoli nei prossimi 12 mesi e oltre.
Ogni anno Allianz analizza le perdite e i sinistri (incidenti) di navigazione che coinvolgono navi di oltre 100 tonnellate lorde. Nel 2022 sono state riportate 38 perdite totali a livello globale rispetto alle 59 dell'anno precedente. Ciò rappresenta un calo del 65% in 10 anni (109 nel 2013). Trent'anni fa la flotta mondiale perdeva oltre 200 scafi all'anno. Secondo il rapporto, ci sono state più di 800 perdite totali negli ultimi dieci anni (807).
«Sebbene questi risultati siano incoraggianti, restano molte nubi all'orizzonte», sottolinea però Rahul Khanna, global head of marine risk consulting di Allianz Global Corporate & Specialty (Agcs). «A più di un anno dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, l'aumento delle cosiddette flotte ombra di petroliere è una delle conseguenze del conflitto che più minaccia gli armatori, il loro equipaggio e gli assicuratori. La sicurezza antincendio e il problema delle false dichiarazioni di carichi pericolosi devono essere risolti se si vuole che il settore tragga vantaggio dall'efficienza di navi sempre più grandi. L'inflazione fa lievitare il costo delle richieste di indennizzo per danni allo scafo, macchinari e carico. Nel frattempo, malgrado gli sforzi di decarbonizzazione dell'industria stiano progredendo, questa rimane di gran lunga la sfida più grande per il settore. Le pressioni economiche potrebbero mettere a rischio gli investimenti essenziali per le strategie delle aziende e per le iniziative in ambito di sicurezza».
Mentre le perdite totali sono diminuite nell'ultimo anno, il numero di sinistri o incidenti marittimi segnalati è rimasto costante, pari a 3032 nel 2022 rispetto ai 3000 del 2021. Le Isole britanniche ne hanno visto il numero maggiore, 679. I danni o i guasti ai macchinari, 1478, hanno rappresentato quasi la metà di tutti gli incidenti a livello globale. Nel 2022 sono stati segnalati 209 incendi, il numero più alto da un decennio a questa parte, il che rende questo fenomeno la terza causa a livello globale di sinistrosità nel settore, con un aumento del 17% rispetto all'anno precedente.
A questo proposito Allianz spiega che diversi sono i fattori che contribuiscono a far crescere il rischio di incendi in mare e a terra. La decarbonizzazione comporta il trasporto di nuovi tipi di merci sulle navi, come i veicoli elettrici e le merci alimentate a batteria. Le batterie agli ioni di litio (Li-ion), potenzialmente molto infiammabili, rappresentano un rischio crescente per il trasporto marittimo di container e auto. Si prevede che il mercato delle batterie crescerà di oltre il 30% all'anno nel prossimo decennio.
Allo stesso tempo, i carichi pericolosi vengono trasportati da navi sempre più grandi. La capacità di trasporto dei container è raddoppiata negli ultimi 20 anni. I 10 maggiori operatori di container hanno ordinativi per più di 400 nuove navi e la maggior parte sarà più grande delle navi che vanno a sostituire. Pertanto, gli effetti degli incendi sono moltiplicati, con perdite potenzialmente più gravi. L'analisi di Agcs su circa 250 mila sinistri nel settore marittimo mostra che l'incendio è stato anche la causa di indennizzo più costosa, pari al 18% del valore di tutti gli indennizzi analizzati.
I sistemi di reporting del settore imputano circa il 25% degli incidenti gravi, che avvengono a bordo delle navi portacontainer, a merci pericolose non dichiarate correttamente, come prodotti chimici, batterie e carbone, anche se molti ritengono che il numero sia più alto. (riproduzione riservata)