
Un'ottimo risultato per i risparmiatori (che "hanno risparmiato miliardi in commissioni sui fondi"), ma forse non così buono per i gestori patrimoniali. I quali, sempre secondo Morningastar, subiscono pressioni su i costi tali da impedire loro "di continuare a tagliare le commissioni. Alcuni stanno addirittura aumentando silenziosamente le tariffe".
Secondo lo studio, i fattori che in questi anni hanno spinto al ribasso le commissioni partono in primis dalla maggiore consapevolezza da parte degli utenti dell’importanza di minimizzare i costi di investimento, "cosa che li ha portati a privilegiare i fondi a basso costo". Ciò ha avuto come conseguenza l'accentuarsi della concorrenza tra asset manger e un progressivo taglio delle commissioni che, in particolare, ha caratterizzato i fondi a gestione passiva.
Se infatti si considerano i dati degli anni tra il 2019 e il 2023, si vede che sui fondi attivi il calo anno per anno è stato rispettivamente del -3,5%, -5,3%, -4,2%, -3,0% e -0,2%, con un evidente rallentamento nell'ultimo periodo considerato. Sui fondi passivi, invece, i dati indicano un calo più accentuato: -8,3%, -5,5%, -4,5%, -12,4% e -1,3%. Eclatante il caso del 2022, con un crollo a due cifre delle commissioni.
La consapevolezza degli investitori, però, è andata a braccetto con gli incentivi normativi alla "consulenza a parcella", detta anche fee-based o fee-only. Un tipo di consulenza che non prevede per il professionista retrocessioni dai gestori sulla vendita al cliente dei fondi ma una parcella, appunto, pagata direttamente dal cliente al consulente. Un tipo di attività che elimina il conflitto d'interessi sulla distribuzione di fondi e porta alla ricerca di strumenti d'investimento maggiomente economici a parità di rendimento.
Questa evoluzione - che ha contagiato rapidamente anche l'Europa - ha portato al boom degli Etf, quote di fondi quotate in borsa che nella stragrande maggioranza replicano un benchmark, con costi di gestione molto limitati che ne hanno favorito una larga diffusione presso i risparmiatori.
Comunque negli Stati Uniti, secondo Morningstar, "le commissioni dei principali fondi comuni indicizzati ed Etf si stanno avvicinando al livello minimo, con molti che già addebitano meno dello 0,05%". E gli investitori che impiegano un consulente a parcella - spiega Morningstar - potrebbero non intascare la differenza derivante dalle commissioni inferiori del fondo, ma reindirizzare quei soldi per coprire il prezzo della consulenza".
Infatti, "il rapporto di spesa medio ponderato per asset è sceso allo 0,36% nel 2023 dallo 0,37% nel 2022. Di conseguenza, stimiamo che lo scorso anno gli investitori abbiano risparmiato quasi 3,4 miliardi di dollari in spese di fondi".
Come si è visto, però, il calo delle commissioni nel 2023 ha iniziato a rallentare. Anzi, "nel 2023 - scrive Morningstar - si sono verificati più aumenti che diminuzioni delle commissioni, sia tra i fondi attivi che in quelli passivi. Questa è la prima volta dal 2019".
Ciò avviene perché i nuovi fondi comuni di investimento stanno diventando più economici e i nuovi Etf stanno diventando più costosi: "Il divario tra la commissione media dei nuovi Etf e dei nuovi fondi comuni di investimento è diminuito del 71% dal 2014".
Secondo i dati Morningstar, infine, le commissioni medie più basse del 2023 applicate negli Usa agli investitori (ved. tabella) sono state quelle di Vanguard (0,08%), seguite da Spdr State Street (0,14%) e iShares (0,16%).