Mps si prepara ad alzare il velo sulla polemica scoppiata in cda dopo l'invio al presidente Cesare Bisoni di una lettera di protesta firmata da quattro consiglieri di minoranza. Il documento, pubblicato dal Sole 24Ore, porta la firma di Paolo Boccardelli, Nicola Maione, Antonella Centra (tutti e tre nominati dal board uscente con l'appoggio del costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone) e Paola De Martini (eletta in quota Assogestioni).
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, Rocca Salimbeni starebbe ancora dando gli ultimi ritocchi a un comunicato per chiarire la vicenda esplosa domenica 26, proprio mentre entravano nel vivo le discussioni tra i ceo Luigi Lovaglio e Giuseppe Castagna su una fusione alla pari tra Montepaschi e Banco Bpm, operazione in risposta all'opas di Intesa Sanpaolo. La nota partirebbe da una replica già data da Bisoni lunedì 27 ai quattro consiglieri riottosi, in cui il presidente di Mps ribatte punto per punto sui rilievi mossi relativi alla governance.
I consiglieri, che lamentano mancanza di coinvolgimento su un dossier centrale per il gruppo come quello di un'eventuale operazione straordinaria, hanno chiesto che l'istituto chiarisca immediatamente se le trattative siano effettivamente in corso, mentre se le indiscrezioni fossero infondate ne sollecitano una smentita. Se invece fossero fondate, ritengono che sarebbero stati compiuti atti non autorizzati dal board e che sarebbe necessario informare tempestivamente il mercato con un comunicato price sensitive. Nella lettera viene inoltre ricordato che Banco Bpm è qualificata come parte correlata di Mps, circostanza che imporrebbe il rispetto delle specifiche procedure previste dalla normativa, come ad esempio una preventiva analisi da parte del comitato ad hoc. Tra i rilievi figura anche la mancata integrazione del consiglio con i due amministratori ancora mancanti, Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone, su cui però la Bce deve ancora esprimersi sul fit&proper. (riproduzione riservata)