Il Cern, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle nel quale ingegneri e fisici studiano la struttura fondamentale dell'universo, ha comunicato di aver scelto scelto per la sua ricerca la tecnologia SM-381-TA, plotter da taglio per stressare materiali compositi ideato e costruito nell'headquarter della Smre.
«E’ davvero un vanto per il nostro gruppo essere stati scelti quali partner dal più grande laboratorio di ricerca d’Europa segno che l’alta tecnologia e il rapporto qualità-prezzo dei nostri prodotti premiano anche ad altissimi livelli,! ha commentato Samuele Mazzini, fondatore e ceo di Smre.
Il titolo oggi ha risentito positivamente della notizia, segnando un,progresso superiore al 2% a quota 5,6 euro, che si confronta con i 3 euro del prezzo di prima quotazione al debutto sul listino nell'aprile del 2016.
La macchina di SMRE è in lavorazione già da qualche mese, con grande soddisfazione degli studiosi e dei ricercatori del CERN. L’azienda umbra ha vinto un bando pubblico, proponendo un prodotto capace di rispondere positivamente alla richiesta di alta qualità e prezzo competitivo, battendo le aziende concorrenti.
La settimana scorsa Mazzini aveva annunciato l'ingresso nell'e-mobility dei veicoli passengers cars, grazie alla firma di un accordo di sviluppo che vede applicata la tecnologia brevettata di IET, divisione di Smre specializzata nel settore della mobilita' elettrica, su un veicolo passenger cars.
«Abbiamo siglato un accordo di sviluppo che prevede per la prima volta per noi la realizzazione di un veicolo a cinque posti, 4x4. Non e' piu' quindi un camion, ma si tratta di un veicolo che consente di avere delle performance da auto,» ha spiegato Mazzini, specificando che «possiamo dire che passiamo ad un nuovo campionato. Di questo veicolo se ne producono più 200 mila pezzi a combustione in Europa. Questo accordo ci permette di entrare in nuovo mercato.»
« L'accordo riguarda lo sviluppo di un veicolo, che verra' terminato dal punto di vista del concept entro il giugno di quest'anno. Poi verra' presentato e ci sara' visibilita' di numeri interessanti a partire dal 2020.» Questa intesa arriva in una fase positiva del settore come ha sottolineato lo stesso Mazzini.
«Abbiamo visto un'accelerazione impressionante del mercato negli ultimi quattro mesi. La cosa importante è che si sta muovendo anche il resto del mondo. Mentre prima eravamo 'cinocentrici' oggi si stanno muovendo fortemente anche Stati Uniti e Nord Europa,» ha concluso il numero uno di Smre.
In settembre scorso Mazzini aveva annunciato i piani di sviluppo di un sistema robotizzato di scambio rapido di batterie per veicoli commerciali elettrici che saranno in grado di effettuare il pieno in meno di 180 secondi, tale da rivoluzionare il concetto di ricarica stazionaria dei veicoli elettrici.
Smre è in una posizione chiave per offrire al mercato idell'elettrico n forte espansione una soluzione chiavi in mano in grado di abbattere l'unico freno rimasto allo sviluppo del mercato dei veicoli elettrici, le infrastrutture di ricarica.
I sistemi di scambio per batterie sui veicoli commerciali sono già una realta' essendo dedicate a flotte private o pubbliche di facile standardizzazione.
Grazie al sistema modulare sviluppato da Smre con una sosta di pochi secondi i veicoli commerciali di fatto eliminano il problema dell'autonomia e della ricarica. Inoltre questo sistema abilita nuovi modelli di business che prevedono di pagare le batterie, che sono la parte piu' costosa del veicolo, con un meccanismo di tipo pay-per-use anziche' attraverso l'acquisto iniziale.
I primi impianti di questo tipi saranno installati nei prossimi mesi in Cina, nell'ambito di una più ampia collaborazione con importanti operatori locali e saranno comunicati una volta divenuti vincolanti tra le parti.
Samuele Mazzini, pavese, classe 1978, ingegnere, ha cominciato a progettare macchine industriali hi-tech quando di anni ne aveva soltanto 19 e in tasca un diploma da perito meccanico industriale. Macchine che ancora non esistevano come quella per tagliare le foglie di spinaci e farne dei cubetti (poi venduta a Orogel) o quella per tagliare la fibra di carbonio.
A 21 anni si è messo in proprio e ha fondato a Montone, in Umbria, Smre engineering, acronimo di Samuele Mazzini e Ricci Elisabetta, sua moglie. Da allora, è stto un successo dietro l'altro per questa società specializzata nello sviluppo e costruzione di soluzioni industriali ad alto contenuto tecnologico: macchine per saldatura, cucitura, taglio, macchine speciali per lavorare tessuti tecnici e impianti per tagliare e fresare materiali rigidi o semi-rigidi.
Sono prodotti che Smre fornisce a più di 2.500 clienti con due siti produttivi in Italia e una controllata negli Stati Uniti che ne fanno emrgere la vocazione internazionale, con il 65% del fatturato realizzato all’estero.
«In tre anni, dal 2014 al 2017, siamo passati da 35 a oltre 260 occupati. Abbiamo 8 impianti che servono 20 mercati generando un fatturato che l'anno scorso ha toccato 8 milioni di euro e a fine 2017 dovrebbe arrivare a 14,5 milioni,»i aveva annunciato Mazzini a Mf. Smre punta a un giro d'affari di 33 milioni entro la fine di quest'anno.