In casa Pavia e Ansaldo è periodo di novità. La governance dello studio si allarga con l’introduzione di una nuova figura: Marco Giustiniani è infatti stato nominato co-managing partner di Pavia e Ansaldo, divenendo così il braccio destro del managing partner Stefano Bianchi, con una delega alla sede di Roma.
Giustiniani, nello studio dal 2009 e membro del consiglio di amministrazione insieme a Meritxell Roca Ortega, Vittorio Loi e Daniele Carminati oltre che con lo stesso Bianchi, avrà un ruolo di primo piano per agevolare il lavoro della law firm nel percorso di leadership condivisa e nel passaggio generazionale. La mossa arriva dopo che, tre anni fa, Pavia e Ansaldo si era dotata di un’organizzazione più strutturata, cambiando la governance e istituendo il consiglio di amministrazione che prima non c’era. «Abbiamo cercato di dare spazio a cambi generazionali che potessero avvenire il più possibile con un consenso ampio di tutto lo studio», spiega a Milano Finanza il managing partner Stefano Bianchi. «Negli ultimi anni l’obiettivo è stato anche di creare un percorso che ci consenta di trascendere l’interesse del singolo partner, ma di considerare la volontà di coloro che potrebbero diventare partner in futuro o di coloro che, al contrario, si avviano alla conclusione del percorso».
«La struttura è volta a dare attuazione pratica all’idea di leadership condivisa, un passaggio rivoluzionario che abbiamo iniziato a compiere dal 2015 quando vi era ancora un’organizzazione molto accentrata della governance», aggiunge il nuovo co-managing partner Giustiniani, spiegando che il concetto di leadership condivisa intende prima di tutto dare la possibilità ai giovani di potersi cimentare assumendo ruoli di responsabilità all’interno dello studio, al fine anche di comprendere la natura di alcuni problemi. «Il ricambio generazionale non è solo un cambio fisico ma un passaggio di competenze e conoscenze sul campo. La partnership e la leadership devono sempre essere in continua evoluzione», continua il co-manging partner.
La condivisione del lavoro non si ferma solo a queste due posizioni, Pavia e Ansaldo è infatti ramificata in una struttura interdisciplinare che si basa su un sistema di deleghe interne date ai team dove vengono coinvolti anche i partner, affinché possano dire la loro e contribuire agli aspetti più decisionali. Con questa struttura alla base, lo studio è consapevole che, così come tutte le altre law firm, i prossimi passi strategici saranno rivolti all’AI, alla flessibilità e al work life balance oltre che sulla gender equality. (riproduzione riservata)