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Gli occhi di tutto il mondo sono ancora fissi su quello che succederà in Medio Oriente nelle prossime ore e nei prossimi giorni: la tregua tra Israele e Iran reggerà? C'è ancora un rischio reale di escalation? Quale sarà il ruolo degli Stati Uniti nella partita?
Attualmente Donald Trump sembrerebbe più pompiere che incendiario (come aveva lasciato intendere in un primo momento), ma incertezza e paura rimangono, anche se il mercato ha dimostrato di avere fiducia nelle possibilità di una tregua.
A livello di portafoglio, c'è un dato che più di ogni altro testimonia queste settimane di crisi, che ho raccontato in questo articolo di Milano Finanza: nell'ultimo mese le migliori performance tra gli Etf azionari le hanno registrate tutti quei comparti tematici che investono nei titoli dell'uranio e dell'energia nucleare, e che hanno messo a segno in poche settimane performance nell'ordine del 25-30%.
Si tratta di Etf tematici piuttosto cari (il total-expense-ratio medio si aggira intorno allo 0,45-0,65%) e concentrati in pochi titoli che operano tutti nel medesimo settore. Insomma, una scommessa molto direzionale - vi ricordate quando avevamo parlato degli Etf passivi ma quasi-attivi? - e decisamente poco diversificata. Che non dovrebbe rappresentare più di un 5-10% del portafoglio, anche se nell'ultimo mese avrebbe dato grandi soddisfazioni.
Il primo Etf per rendimento, ad esempio, è il Global X Uranium, un fondo da 259 milioni di euro di masse, con 46 partecipazioni e un indicatore di spesa (ter) dello 0,65%. L’Etf investe al 30% circa in Canada, al 21% negli Usa e al 16% in Corea del Sud. La prima partecipazione è in Cameco (15%), la più grande società di uranio al mondo con sede a Saskatoon, in Canada.
Nell'ultimo mese avrebbe reso più del 30%, ma dal suo lancio nell'aprile 2022 ha guadagnato appena il 44%. Morale: la grandissima parte della sua performance è arrivata in poche settimane, traianta dalla centralità del nucleare (e quindi dell'uranio) nel nuovo fronte di guerra che coinvolge Israele, Iran e ormai anche gli Stati Uniti.
Tutti questi Etf sull'uranio sono investimenti tematici, e come tali vanno trattati in portafoglio. Riassumendo, si tratta di Etf:
Ben diverso è invece un investimento in materie prime o metalli preziosi. Comprando un Etf su un paniere diversificato di materie prime o un Etc* su una singola materia prima o metallo (come l'oro), si sta facendo un ragionamento diverso:
In buona sostanza, la differenza essenziale tra un investimento azionario (ad esempio: in società estrattrici di oro o di uranio o di petrolio) e materie prime può essere così riassunta:
Nelle ultime settimane, dopo la nuova escalation in Medio Oriente, si parla soprattutto di due materie prime/metalli:
Una quota di materie prime in portafoglio dovrebbe avere proprio questa funzione: proteggere dall'inflazione a aumentare la diversificazione complessiva, decorrelando una parte dei propri investimenti sia dai mercati azionari sia da quelli obbligazionari.
L'esempio classico lo abbiamo visto nel 2022, un anno nero per azioni e obbligazioni mondiali come ho raccontato anche in questo episodio del podcast: un fondo-indice diversificato sulle materie prime come l'Invesco Bloomberg Commodity Ucits Etf (2,7 miliardi di euro di patrimonio, 0,19% i costi) quell'anno ci avrebbe dato una performance positiva del 22%, mentre il più diversificato indice di azioni globali sull'Msci World perdeva quasi il 13%.
Le materie prime hanno svolto la loro funzione come da copione: riequilibrare la performance complessiva del portafoglio, contrastando anche l'andamento dell'inflazione (che nel 2022, non lo dimentichiamo, viaggiava a doppia cifra).
In generale, regola vuole che materie prime e metalli preziosi costituiscano, a seconda dei differenti profili di rischio, una quota variabile tra il 5% e il 30% dell'allocazione di portafoglio complessiva. L'investimento più facile anche per chi è alle prime armi è quello in Etf/Etc. Il consiglio spassionato è di non entrare da neofiti nelle negoziazioni dirette di materie prime: è un mercato molto complesso e scottarsi è più facile di quello che pensiate.
Se invece avete dell'oro fisico, magari un regalo dei battesimi (io ho ancora una serie di sterline d'oro regalate da pro-pro-zii di cui mi sfuggono nome e volto)...beh, le regole in quel caso sono diverse, e meritano probabilmente un discorso a parte.
Ma adesso ragioniamo in termini di Etf. Uno dei portafogli più iconici della storia, l'All Weather Portfolio del supergestore Ray Dalio (il cosiddetto portafoglio per tutte le stagioni di mercato), riserva ad esempio alle materie prime il 15% dell'allocazione complessiva: 7,5% per l'oro e 7,5% per un paniere diversificato come il Bloomberg Commodity.
Ricordatevi che, anche nel caso delle materie prime e dei metalli preziosi, è sempre meglio operare una forma di diversificazione. L'indice Bloomberg Commodity al 31 maggio scorso investiva al:
Fatemi sapere nei commenti alla mail podcast@class.it o a mcapponi@class.it cosa ne pensate su materie prime e metalli preziosi in portafoglio. Ci avete investito? Le trovati utili nel portafoglio?
Noi ci sentiamo la prossima settimana con un nuovo appuntamento di 4 Soldi da Investire. Ciao!
*La normativa europea consente di usare il nome Ucits Etf solo a quei prodotti che rispecchiano determinati criteri di diversificazione. Un Etp (exchange-traded-product) su una sola materia prima o un solo metallo prezioso si chiama Etc (exchange-trade-commodity),e tecnicamente rappresenta unìobbligazione garantita da titoli di debito che è sostenuta dalla detenzione fisica del metallo prezioso (fonte: JustEtf)