Si narra che il Giappone, separato dal resto del mondo anche nella mitologia, sia nato dal potere generativo delle prime divinità, che incaricarono Izanagi e Izanami, principio maschile e femminile, di creare la terra con l’aiuto dell’alabarda Amanonuhoko. Dal ponte Amenoukihashi, i due dei agitarono il fango primordiale con la spada da cui, una volta ritratta, caddero gocce di acqua salata. Da quelle gocce si originò l’isola di Onogoro, e dall’unione di Izanami e Izanami nacquero le altre isole dell’arcipelago. Forse più di ogni altro, il paese del Sol Levante è oggetto di stereotipi e semplificazioni ma, come suggerisce il mito della Creazione, la sua essenza è ben più enigmatica e sfuggente. Un articolato mosaico di contrasti ricomposti in armonico equilibrio, dove le credenze sugli yokai, creature del folklore popolare convivono con un tasso di alfabetizzazione fra i più alti al mondo (99,8%); l’ossessione per i manga e gli anime con il culto dei samurai; antiche tradizioni, come la cerimonia del tè, con le più avanzate innovazioni hi-tech; la lentezza dello Yukkuri, l’arte del fermarsi, con gli shinkansen, i treni proiettile, e la rete di trasporti più efficiente al mondo: nella metro gli altoparlanti annunciano anche un solo minuto di ritardo, salvo poi chiedere scusa per averli usati, disturbando i passeggeri. Un Paese fatto di adorabili ossimori, come la pratica dell’inemuri, il “riposino vigile”, o il rito dell’ofuro, che richiede di lavarsi prima di fare il bagno, e dove persino la profondità dell’inchino rispetta un rigoroso galateo. Aprire la mente e liberarsi di ogni preconcetto è il modo migliore di visitare il Sol Levante, elaborando una propria personale visione al di là di ogni etichetta. Non serve capire, basta fermarsi e osservare. Lasciarsi sorprendere da una cultura tanto diversa, dall’armonia e dalla ricerca di perfezione che permea tutte le cose, è l’invito delle proposte di viaggio Turisanda ma anche dei tour e dei fly & drive più smart e leggeri nel prezzo a marchio Presstourby Turisanda. Come il viaggio individuale Panorami Giapponesi, di 12 giorni e 10 notti, con volo diretto da Roma Fiumicino, in promozione da febbraio a meno di 3mila euro a persona, con la rubrica Simply the Best (partenze 26 agosto, 2 e 23 settembre). Pensato per chi preferisce muoversi tra le principali città in modo autonomo, include il Japan Rail Pass, con accesso illimitato alla rete ferroviaria oltre che a tutti i trasporti regionali per viaggiare senza limiti, con la garanzia di un team di assistenza locale disponibile h24.
Proiettata al nuovo, brulicante di centri commerciali e insegne al neon, vertiginosi grattacieli e hotspot tecnologici che celebrano la modernità, Tokyo è una città che si reinventa continuamente, come racconta la recente conversione in mecca gastronomica ed epicentro della cultura pop. Ma non dimentica il passato di gloriosa capitale dello shogunato, che trasuda dai templi, dai parchi e dai giardini, dai santuari e dai palazzi storici disseminati nella metropoli. Partono da qui i diversi itinerari di Turisanda, come il Tour Voyager Tatami, dedicato al viaggiatore che desidera fare dell’incontro col Giappone un’esperienza immersiva, a 360°, respirandone la storia, la cultura e le tradizioni, dalla coccola presso uno dei tipici onsen (fonti termali) al pernottamento presso uno Shukubo (foresteria di un monastero buddhista) dopo una visita al Monte Koya, uno dei maggiori centri spirituali del Paese. Con i suoi 23 quartieri, Tokyo è un primo, sorprendente biglietto da visita del caleidoscopio esperienziale che attende il visitatore. Una commistione di antico e moderno in equilibrio dinamico dove tutto è il contrario di tutto, immensa eppure estremamente fruibile grazie all’efficientissima rete di trasporti: dall’eccentrica Harajuku, culla delle tendenze più bizzarre, per un assaggio del kawaii o del fenomeno cosplay, alla frizzante Shibuya, l’anima giovane della città, con il celebre incrocio pedonale, dalle boutique di lusso a Ginza alla futuristica Odaiba, passando per l’antica Asakusa, con i suoi deliziosi street food, scorci retrò e il venerabile Sensoji. Secondo la leggenda, nel 628, due fratelli ripescarono dal fiume Sumidagawa una statua di Kannon, dea della misericordia. Nonostante i tentativi di restituirla alle acque, la scultura continuava a tornare da loro. Così, costruirono il tempio per ospitare la sacra reliquia e onorare la divinità. Insieme al Palazzo imperiale, immerso in splendidi giardini nel quartiere di Chiyoda, Sensoji è tra i simboli più iconici della città.
A nord di Tokyo, il Parco di Ueno è l’inderogabile must-see: prima ammalia coi Sakura, i ciliegi in fiore; poi seduce con i templi Kaneiji, Kiyomizu Kannon e il Santuario Toshogu; infine conquista con il Museo Nazionale di Tokyo, il più grande e antico del Giappone. Per uno spaccato fra i più autentici della vita e delle usanze locali, le esperienze cult sono almeno due: una visita al mercato ittico di Tsukiji, poi trasferitosi a Toyosu, dove assistere alle aste dei tonni e degustare i sapori tipici di piatti a base di pesce; e la cerimonia del tè, Cha no yu, fatta di gesti, inchini, silenzi e lunghe attese, codificati nel XVI secolo dal monaco zen Sen No Rikyu. Una pratica riservata inizialmente ai monaci, poi integrata dai samurai nella Via del guerriero, oggi, rito sociale e spirituale, tra i più caratteristici di un’antica tradizione. Dal passato remoto al futuro prossimo, metabolizzati in un eterno, sorprendente presente, anche l’alter ego ultramoderno e tecnologico della città esibisce i suoi luoghi di culto: Akihabara, il quartiere degli anime, con negozi e locali ispirati all’elettronica e ai videogiochi, è un paradiso per gli acquisti di collezionabili o una sosta nei maid cafe, dove cameriere vestite in stile manga intrattengono i clienti con bizzarre performance. Avamposto dello sperimentalismo più estremo, invece, il Mori Digital Art Museum, creato dal collettivo teamLab, offre un’esperienza sensoriale senza eguali, all’interno di un universo parallelo, ipnotico e immersivo, fatto di luci, suoni e colori digitali che dissolve ogni confine fra opera e visitatore.
Non solo insegne al neon e avveniristici skyline ma anche paesaggi rurali, pendii collinari e montuosi, come la vallata di Hakone, ai piedi del Monte Fuji, e le antiche cittadine delle Alpi Giapponesi. Un ritratto a tutto tondo che il Tour Voyager Sakura firmato Turisanda promette di cogliere nelle più poetiche sfumature. Spostandosi in treno nella regione centrale dell’isola dell’Honshu, alla volta di Takayama, il gioiello della corona di Gifu, si accede a una dimensione del tutto differente. I grattacieli e la frenesia della metropoli sono ormai alle spalle. Di fronte un affresco fatto di storia, artigianato e fabbriche di sakè. Rinomata per la lavorazione del legno e la maestria dei suoi carpentieri, questa pittoresca cittadina coltiva la tradizione con una dedizione che trova il suo apice nel Takayama Matsuri, il festival di primavera e d’autunno: ad aprile e ottobre, la parata degli yatai, carri allegorici riccamente decorati, rappresentanti ciascuno un quartiere della città, è fra gli eventi più sentiti del folclore popolare. Un incontro con la cultura locale, corroborato magari da una degustazione di ottimo sakè nel centro storico Sanmachi, ex zona mercantile nota per la produzione della celebre bevanda, e una puntata nel vicino villaggio di Shirakawa-go, patrimonio dell’Unesco, nel cuore della campagna nipponica, che conserva la memoria dell’antico stile di vita rurale, con le tradizionali case dal tetto di paglia intrecciata in stile Gassho-Zukuri. Poco distante, a Kanazawa, capoluogo della Prefettura di Ishikawa, il ruolo di capitale culturale della costa occidentale in epoca Edo rivive nei musei, nei laboratori e nelle numerose tracce del suo glorioso passato, tanto da essere considerata la “piccola Kyoto”. Fra il XVII e la metà del XIX secolo artisti provenienti da tutto il Paese si stabilirono qui, dando vita nel corso dei secoli a una bomboniera unica nel suo genere, dove, fra quartieri di geishe e samurai, abili artigiani realizzano ogni genere di manufatto, dalla kinpaku, la foglia d’oro, agli oggetti laccati maki-e, dalle ceramiche Kutani-yaki alle spade forgiate. Il Kenrokuen, uno dei più suggestivi giardini tradizionali del Giappone e la Nomura Samurai House, antica casa di un samurai, offrono un impagabile spaccato sulla cultura del Nihon.
È la bomboniera imperiale del Giappone, la Firenze d’Oriente, con 17 siti Patrimonio dell’Umanità, più di mille templi buddhisti, oltre 400 santuari shintoisti, pagode e giardini zen, incastonati fra le colline Arashiyama e Higashiyama: Kyoto è un distillato in purezza dell’antica cultura nazionale. Qui sono nate la cerimonia del tè, l’arte dell’ikebana e il teatro Kabuki. Ma anche Super Mario, il beniamino della Nintendo, e Robi, il primo robot da compagnia per famiglie. La capitale del Kansai, insomma, è più di un reliquiario Urushi-e. L’ossessiva perfezione del monozukuri (il saper fare), già applicata all’artigianato tessile, alla produzione di stampe e ceramiche, ne fa anche un motore dell’innovazione tecnologica. Eppure, qui, la vita è ancora regolata da antiche usanze nella forma più autentica che il passato abbia trasmesso. Il cuore della città aggrega alcune delle attrazioni più note dell’intero Giappone, come il Kyoto Gosho e il Castello di Nijo, costruito nel 1603 dal primo shogun Tokugawa, Ieyasu. L’elaborato dettaglio architettonico dorato crea un netto contrasto con lo spoglio minimalismo del vicino Palazzo imperiale; intricate sculture in legno e pannelli dai dipinti stravaganti ne ricoprono le superfici. Caratteristici il “pavimento dell’usignolo”, che, scricchiolando al passaggio, metteva in guardia contro intrusioni nemiche, e lo spettacolare esempio di giardino tradizionale che fa da cornice ai cinque edifici principali. Suggestioni retrò portano indietro l’orologio fra i negozietti e le tipiche ochaya (case da te) di Gion, dove geiko (geishe) e maiko (apprendiste geiko) intrattengono gli ospiti, servendo bevande tipiche, suonando e cantando musiche tradizionali; oppure, percorrendo al tramonto il tunnel di torii (porte) rossi che conducono al Santuario di Fushimi Inari Taisha; indugiando fra bazar, ristoranti e ryokan, lungo il nostalgico viale che porta al Tempio di Kiyomizudera, adagiato sul fianco della collina Higashiyama, da cui si gode una magnifica vista panoramica sulla città; attraversando la celebre Foresta di Bambù Sagano, pervasi dalle suggestioni oniriche del fruscio del vento fra le canne; o, ancora, ammirando i giochi di luce riflessi dal sole sui tre piani del Ginkakuji, il Padiglione d’argento, a nord della città. In ogni angolo di Kyoto, storia e cultura sono naturali protagonisti della contemporaneità.
Nella parte settentrionale della Prefettura di Kyoto, sulla penisola di Tango, una stretta lingua di sabbia di circa 3 km, ricoperta da una rigogliosa pineta, si estende sulla Baia di Miyazu. Osservata dalle montagne che si innalzano alle sue estremità, sembra un ponte naturale che sfuma verso il cielo. Da cui il nome Amanohashidate (letteralmente “ponte nel cielo”), proprio quello del mito della creazione, annoverato fra le tre viste panoramiche più incantevoli del Giappone, insieme a Matsushima, la perla del Tohoku, e l’isola di Miyajima, una delle ultime cittadine dove è ancora possibile ammirare le tipiche case coloniche dal tetto di paglia e, con l’alta marea, il celebre torii rosso di Itsukushima galleggiare sull’acqua. Il pernottamento in un tipico ryokan assaporando la pace dell’isola è uno dei plus del tour Voyager Shinto, nuova proposta top di gamma di Turisanda, che regala esperienze di nicchia in regioni di grande rilevanza culturale, alla scoperta di tradizioni plurisecolari come le ceramiche di Bizen o le spade di Osafune (Okayama), con l’esclusivo accesso a un’autentica bottega artigiana per assistere alla forgiatura a mano delle celebri katane. Scalda il cuore una tazza del rinomato tè verde di Uji, romantica città nota per le sue piantagioni e i negozi specializzati nella tradizionale bevanda. Di meraviglia in meraviglia, da non perdere una visita all’antica capitale Nara, “un fiore profumato in piena fioritura”, come la definì un antico poeta giapponese e, non a caso, dichiarata patrimonio dell’umanità. Abbondano i luoghi di culto, come il Todai-ji, uno degli edifici in legno più grandi al mondo, detto anche “Tempio del Grande Buddha” per la maestosa statua che ospita, i due santuari shintoisti Kasuga, celebre per le sue mille lanterne di bronzo, e Himuro, noto per i suoi meravigliosi alberi in fiore che creano un paesaggio davvero suggestivo. Passeggiando nei 500 ettari del Nara-Koen, il parco cittadino più grande del Paese, ci si imbatte negli otto edifici del Tempio buddhista Kofuku-ji, e nella singolare presenza di cervi sika, ormai veri e propri ‘abitanti’ della città, che interagiscono liberamente con i visitatori.
Affacciata sulle sponde del fiume Yodo, Osaka è una delle perle del Giappone, un importante snodo commerciale, ma altrettanto nota per la deliziosa cucina e le atmosfere goliardiche. Cultori del bien vivre, i suoi abitanti ne fanno una delle più frizzanti e vivaci megalopoli del Paese. Avveniristica nel look, tradizionale nel cuore, guarda al futuro con i palazzi, i grattacieli e i neon del quartiere di Minami, ma svela i suoi oltre 2mila anni di storia con edifici come i templi del santuario Sumiyoshi Taisha o il Castello di Osaka, simbolo della città, circondato dai ciliegi del Giardino Nishinomaru. Chi non teme l’altezza, può godere di una vista panoramica a tutto tondo dai 300 metri di Abeno Harukas, il grattacielo più imponente del Paese (al suo interno contiene persino una stazione ferroviaria). Interamente composto da vetro specchiato, riflette luce su tutta Osaka, da cui il nome che significa “illuminare”. Altro suggestivo punto d’osservazione è il Floating Garden Observatory, una piattaforma che collega le due torri gemelle dell’Umeda Sky Building, un’enorme e futuristica struttura creata dall’archistar Hiroshi Hara. Dall’euforia delle altezze a quella delle profondità oceaniche, l’acquario di Kaiyukan proietta nel bel mezzo di un’avventura sottomarina, con 30mila creature ospitate per un totale di 620 specie, tra cui l’enorme squalo balena. Un mondo che diventano tanti nelle aree tematiche degli Universal Studios, diversi dai gemelli americani per la presenza del Super Nintendo World, dedicata ai più famosi videogiochi del colosso giapponese. Col calar del sole, la vita notturna si sposta nella frizzante Dotombori, dove vivaci insegne al neon, gigantesche creature marine meccaniche e clown attirano enormi folle di passanti. I vicoli e le strade pullulano di bar, izakaya e chioschi che servono okonomiyaki, pancake giapponesi salati, takoyaki, le famose polpette di granchio, e ciotole fumanti di ramen. Se il tradizionale street food è un balsamo per il palato, gli spettacoli kabuki di Dotombori lo sono per gli occhi, così come il Bunraku, il tradizionale teatro di marionette che proprio in Osaka trova la sua culla.