Nonostante scambi limitati a poco meno di 50 mila pezzi, in 65 contratti, il titolo di Grifal, l'azienda bergamasca specializzata nella produzione di packaging ecologico, ha fattop questa mattina un nuovo balzo in avanti, + 11%, portandosi a quota 8 euro. Il titolo aveva debuttato il primo giugno scorso a 3 euro, dopo un collocamento di azioni inaumento di capitale a 2,6 euro.
Nei giorni scorsi la società aveva comunicato che Banca Finnat Euramerica, nomad e global coordinator del collocamento, aveva esercitato integralmente l’opzione greenshoe, concessa da G- Quattronove, per 81.833 azioni ordinarie, rilevandole al prezzo di collocamento 2,6 euro, per un controvalore complessivo di 212.765,80 euro.
Il flottante a seguito dell’esercizio dell’opzione greenshoe è salito al 19,19% del capitale sociale.
Grifal ha chiuso il 2017 con ricavi in salita a quota 15,8 milioni (14,5 milioni nel 2016) e un Ebitda di 1,9 milioni di euro (1,6 milioni nel 2016). La società in particolare presenta un ebitda margin che e' notevolmente superiore alla media del settore.
Per l'anno in corso invece sono attesi ricavi a quota 18,5 mln con un Ebitda di 2,4 milioni, mentre sul 2019 le stime vedono ricavi in area 22,8 milioni e Ebitda a quota 3,2 milioni di euro.
«Crediamo che AIM Italia sia decisivo per sostenere lo sviluppo di un'impresa tecnologica italiana con 50 anni di storia ma con un alto potenziale di crescita, quale e' Grifal. L'ammissione alla quotazione riveste un'importanza fondamentale per il nostro percorso di crescita nazionale ed internazionale» aveva spiegato Fabio Gritti, presidente e ceo di Grifal, il giorno della quotazione
La Grifal di Bergamo è una tipica pmi lombarda, cresciuta in un settore tradizionale, il packaging, che si sta rilanciando grazie alla scoperta di un nuovo materiale che può sostituire plastiche espanse e schiume chimiche in tutto l'enorme mercato dell'imballaggio.
«Oggi gli imballaggi rappresentano una seria minaccia per l'ambiente, complice anche il costante aumento degli acquisti online, ragion per cui nell'ambito del packaging di protezione si sta facendo strada l'utilizzo di materiali sempre più ecologici», aveva spiegaro Gritti.
L'arma non più tanto segreta di Grifal si chiama Cartù, un nuovo tipo di cartone ondulato con cui è possibile realizzare imballi altamente ecosostenibili. Cartù è un cartone mono onda spesso fino a 20 millimetri che combina le particolarità di un cartone di alto spessore con una maggiore leggerezza.
«Può essere utilizzato anche al di fuori del mercato del packaging di protezione, ecco perché ora lo proponiamo ad aziende leader di altri settori,» aveva detto ancora Gritti il cui obbiettivo è di diventare fornitore di tecnologia. «Per farlo abbiamo ritenuto necessario aprirci al mercato, servono nuovi capitali al fine di avviare altri siti di produzione.»
Sull'onda del successo riscosso da questo materiale rivoluzionario e dalla tecnologia messa a punto per svilupparlo, l'azienda con sede a Cologno Al Serio, ha deciso di puntare sull'Aim, aiutata dall'advisor Ambromobiliare, per cercare nuove risorse con cui finanziare la crescita.
«Stiamo dando vita ad una rete di siti di produzione 'door to door' con i grandi utilizzatori di imballaggi che vogliono sostituire le plastiche ed in particolare il polistirolo espanso, con un prodotto a base carta leggero e riciclabile come e' Cartù. Stiamo inoltre creando un network con le migliori aziende produttrici di scatole in cartone ondulato che vedono nel nostro cArtù un allargamento di gamma strategico per fidelizzare ulteriormente la propria clientela,» aveva concluso Gritti.