Il 40,7% di chi chiede un mutuo ha meno di 36 anni, una quota stabile guardando agli anni scorsi. Tra questi, secondo i dati di MutuiOnline, nel corso del 2024 la quota di giovani under 36 che ha richiesto l'accesso a un mutuo attraverso il Fondo di Garanzia statale è stata del 42,6%, valore che nel 2025 si è alzato al 42,9% mentre quest'anno il dato è del 36,9%.
Proprio perché la casa è per molti uno dei primi obiettivi di vita ma si scontra con salari troppo bassi, nei primi anni di carriera, per poter accedere al mercato dei mutui e quindi a quello immobiliare. Per ovviare a tale dinamica, nel 2014 è stato istituito il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa, sotto la gestione di Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici).
Si tratta di un'agevolazione che aiuta i giovani fino ai 35 anni compiuti ad acquistare la loro prima abitazione e grazie a questa misura, che è stata rinnovata fino al 2027, lo Stato garantisce fino all'80% dell'importo del mutuo, facilitando l'accesso al credito anche a chi non ha risparmi consistenti da investire subito. Per beneficiarne è necessario non possedere già un immobile di proprietà a uso abitativo, né all'interno del comune di residenza, né sul territorio nazionale o all'estero. È fatta eccezione per gli immobili acquisiti per successione a causa di morte, anche in comunione con altri successori concessi in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli.
La garanzia fornita dallo Stato offre alla banca che concede il mutuo una minore esposizione al rischio e aumenta le possibilità per i giovani di ottenere il finanziamento. In questo modo, anche chi ha un lavoro diverso dal dipendente o un reddito contenuto può avvicinarsi all'acquisto della prima casa.
L'impatto dell'introduzione dello strumento è stato evidente: secondo i dati ufficiali, a oggi le richieste totali per l'accesso al fondo sono state oltre 600 mila, per più di 520 mila mutui accordati e un importo complessivo di circa 61 miliardi di euro erogati (in base ai dati Consap). Il rafforzamento delle agevolazioni a maggio 2021 con il Decreto Sostegni Bis aveva poi dato una decisa spinta alle domande di mutuo da parte della fascia di popolazione con età inferiore ai 36 anni, che, secondo i dati dell'Osservatorio di MutuiOnline, passarono dal 29,7% del totale nel secondo trimestre del 2021 al 41,3% del primo trimestre 2022 (+39,1%). Un dato che, come detto sopra, si mantiene stabile fino a oggi.
«A distanza di cinque anni dal potenziamento del Fondo di Garanzia Prima Casa, il suo impatto sul mercato dei mutui destinati agli Under 36 rimane evidente», commenta Matteo Favaro, coo & managing director financial products Italy di MutuiOnline. «I giovani continuano a rappresentare una componente fondamentale della domanda e si distinguono per esigenze molto specifiche: l'86,3% delle richieste è finalizzato all'acquisto della prima casa, una quota nettamente superiore rispetto a quella degli over 36. Questo dato conferma come l'accesso alla proprietà immobiliare resti una priorità per le nuove generazioni e come le agevolazioni pubbliche abbiano contribuito concretamente a rendere più accessibile questo percorso». Gli under 36 optano per «durate di rimborso più lunghe, scelta che consente di mantenere sostenibile la rata nel tempo e di finanziare una quota maggiore del valore dell'immobile. In un contesto in cui accumulare il capitale iniziale necessario per acquistare casa rimane complesso, il Fondo di Garanzia continua a rappresentare uno strumento essenziale per favorire l'ingresso dei giovani nel mercato immobiliare e supportarne i progetti di vita».
Come detto, la differenza più marcata tra le richieste di mutuo degli under 36 e quelle degli over 36 continua a emergere nelle finalità di finanziamento. Per i più giovani l'acquisto della prima casa rappresenta nel 2026 finora l'86,3% del totale delle richieste, mentre per gli over 36 la quota scende al 58,7%. Al contrario, tra questi ultimi la surroga mantiene un peso molto più rilevante, assorbendo il 24,3% delle domande contro appena il 7,8% degli under 36. Tale divario riflette le differenti esigenze delle due fasce d'età: i giovani si affacciano prevalentemente per la prima volta al mercato immobiliare, mentre i richiedenti più maturi sono più spesso impegnati nella sostituzione o rinegoziazione di finanziamenti già esistenti.
Anche sul fronte della scelta del tasso si conferma una maggiore propensione degli under 36 verso la sicurezza della rata: nel 2026 il tasso fisso raccoglie il 93,9% delle richieste, contro il 90,3% degli over 36.
Si osservano inoltre differenze significative nella struttura del finanziamento richiesto. Gli under 36 continuano a orientarsi verso mutui di durata più lunga (27 anni e mezzo in media nel 2026), coerentemente con la necessità di contenere l'importo della rata e con una minore disponibilità di capitale iniziale. Gli over 36, invece, presentano una durata media delle richieste pari a circa 22 anni e 10 mesi e una maggiore incidenza di piani di rimborso più brevi.
Sul piano economico, gli over 36 richiedono nel 2026 un importo medio di 143.242 euro a fronte di un valore medio dell'immobile pari a 245.070 euro, contro i 151.097 euro in media per le richieste degli under 36 per finanziare l'acquisto di immobili dal valore medio di 202.096 euro.
I giovani continuano invece a caratterizzarsi per un rapporto tra mutuo e valore dell'immobile significativamente più elevato, a conferma di una maggiore dipendenza dal finanziamento bancario per completare l'acquisto. Il loan-to-value è strutturalmente più alto tra i giovani (79,7% in media nel 2026), anche grazie alle agevolazioni come il Fondo di Garanzia, grazie a cui le banche coprono una quota superiore dell'investimento rispetto a quanto accade con gli altri richiedenti (ltv al 64,3%). (riproduzione riservata)