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Il mio primo portafoglio ...era un disastro totale! Ecco cosa ho imparato
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Il mio primo portafoglio ...era un disastro totale! Ecco cosa ho imparato

15 settembre 2025, 18:40 Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2025, 09:36

Questo articolo è stato pubblicato su 4 soldi da investire, la newsletter di Marco Capponi per iniziare a investire in modo consapevole. Per riceverla basta iscriversi da qui.


Negli ultimi giorni stavo facendo un po' di ordine tra le cartelle del mio computer, e mi è uscito un file di cui non ricordavo minimamente l'esistenza: l'Excel "PortafoglioMarco_00"

Doveva essere una prova beta per fare un po' di backtesting, ma i risultati erano stati così entusiasmanti (o almeno così mi sembravano) che ho deciso di mettere davvero in pratica la mia piccola creatura, destinandoci i 2.000 euro di un lavoretto extra che avevo fatto pochi mesi prima.

Come potete immaginare, questo piccolo-grande esperimento era un pastrocchio totale...e infatti oggi questo portafoglio non esiste più, perché ne ho smantellato la stragrande maggioranza. Ma da questo tentativo fallimentare ho imparato tantissime cose che voglio condividere con voi, per due motivi:

  1. Perché, anche se non sono un fan dei vecchi proverbi, è proprio vero che sbagliando si impara
  2. Secondo, perché alla fine sono riuscito a capire gli errori e a correggere il tiro, guadagnandoci perfino qualcosa

Una valanga di errori 

ERRORE NUMERO 1: Troppi Etf con troppo pochi soldi

Come era fatto questo mio portafoglio da 2.000 euro? Il primo, gigantesco errore è stato non considerare il punto di partenza: ho costruito il mio portafoglio informandomi su fonti (molto qualificate) che taravano i loro ragionamenti per patrimoni da 500 mila euro in su. E poi, come ciliegina sulla torta, ci ho messo una bella dose di strampalate "convinzioni" mie personali.

Quindi, sono andato a costruire un portafoglio di 10 Etf, ognuno con un peso variabile tra il 20% - quindi 400 euro, un investimento microscopico ma accettabile - e il 5%: un investimento da 100 euro, così piccolo e insignificante che ho pagato perfino le commissioni per l'acquisto al mio broker (gratuite sopra la ragionevolissima cifra di 250 euro).

ERRORE NUMERO 2: La diversificazione non è funzione del numero di prodotti in cui si investe, ma dai loro sottostanti

Il secondo errore grossolano è stato quello di credere che mettendo TANTI Etf diversi stessi migliorando la DIVERSIFICAZIONE del mio portafoglio. Ma ovviamente non funziona così: la diversificazione non si costruisce mettendo in portafoglio tanti prodotti finanziari, ma comprando quelli strutturati in modo tale da essere ben diversificati al loro interno.

Sarebbe come se, per assurdo, anziché comprare un singolo Etf sull'Msci World per 10.000 euro comprassi:

  • 6.800 euro di un Etf sulle azioni degli Stati Uniti
  • 539 euro di un Etf sulle azioni giapponesi
  • 351 euro di un Etf sulle azioni inglesi
  • E così via fino a rispecchiare la composizione effettiva dell'Msci World

ERRORE NUMERO 3: Non avere in mente un obiettivo chiaro

Quando si investe, l'ho scritto praticamente in ogni edizione della newsletter, bisogna avere un'idea - anche solo di massima - di quale sia l'obiettivo che si vuole raggiungere con quel portafoglio. E no, il fritto misto non è un buon compromesso tra varie esigenze: è pura e semplice confusione mentale.

Il mio portafoglio includeva:

  • Azioni settoriali banche
  • Azioni settoriali semiconduttori
  • Azioni europee alto dividendo a distribuzione
  • Azioni tematiche videogiochi
  • Azioni geografiche mercati emergenti
  • Azioni Usa a piccola capitalizzazione
  • Obbligazioni mercati emergenti in dollari a distribuzione
  • Oro fisico
  • Bitcoin fisico
  • Materie prime diversificate

NB: Anche se l'ho chiamato "primo portafoglio", in realtà questo pastrocchio andava di pari passo con un buon vecchio piano di accumulo sulle azioni globali.

 

In pratica, ho messo nello stesso calderone azionari settoriali, geografici, tematici, perfino uno fattoriale (le small cap), un po' di bond in dollari con rischio cambio altissimo, materie prime e oro, e poi un po' di bitcoin. In buona sostanza, questo portafoglio non aveva una direzione reale.

L'obiettivo era l'apprezzamento del capitale? Etf a distribuzione, bond e materie prime non avevano senso. Era la distribuzione periodica di cedole? Con due soli Etf a distribuzione e importi così bassi il flusso cedolare è risibile. Volevo giocare in difesa? Solo le materie prime e (forse) banche e alti dividendi contribuivano a questo scopo. Nella mia testa stavo creando un portafoglio per tutte le stagioni (qui spiego come si può costruire davvero un All-Weather Portfolio), in realtà stavo solo

  1. Disperdendo il potenziale di rendimento in mille rivoli
  2. Configurando la struttura di commissioni e fiscale peggiore possibile

ERRORE NUMERO 4: Usare male gli Etf a distribuzione

Io in realtà un obiettivo nella mia testa ce l'avevo, e questo obiettivo era generare un apprezzamento del capitale nel lungo periodo.

Anche se l'idea di fondo era sensata, l'applicazione pratica è stata disastrosa. E questo per via di un aspetto in particolare. Gli Etf a distribuzione!

Di per sé questi prodotti sono molto interessanti, perché sono l'equivalente in formato Etf delle azioni che staccano dividendo e dei bond (qui spiego come costruirsi una rendita mensile con i titoli di Stato). Tutto sta a capire dove e come collocarli. 

Gli Etf a distribuzione, per loro natura, non reinvestono le cedole, ma le danno direttamente agli investitori tramite flusso di cassa. Il che significa, in soldoni, addio interesse composto per noi investitori. Quindi, quando possono avere senso?

  • Quando c'è un'alta disponibilità di capitale da investire per avere flussi di cassa corposi
  • In età avanzata e/o nell'ambito di una strategia di income investing

Per chi (come me) ha come obiettivo l'apprezzamento del capitale nel lungo periodo, un'allocazione di capitale - anche minima - in Etf a distribuzione:

  • Risulta poco funzionale perché le distribuzioni sono irrisorie
  • Frena il rendimento perché non permette di beneficiare dell'interesse composto
  • Non è ottimale da un punto di vista fiscale perché ogni distribuzione - anche minima da 1 euro - è tassata al 26% (o al 12,5% per i titoli di Stato)

Niente è irreparabile

Come vi accennavo all'inizio, a piccoli passi e senza farmi prendere dal panico questo Frankenstein l'ho smantellato quasi tutto, mantenendo solo tre gambe, che ora sono la parte Satellite del mio portafoglio complessivo: i mercati emergenti, i semiconduttori e le small cap americane.

In totale, ho venduto il mio "portafoglio" totale quando era in guadagno del 10%. Molto più del piano di accumulo sull'Msci World. 

Ma il rendimento complessivo, soprattutto in un fritto misto di questo tipo, non va valutato in valore assoluto, ma come somma delle parti che lo compongono. Di fatto, la stragrande maggioranza della mia performance totale era generata dalle banche europee, che in poco più di sei mesi erano cresciute del 60%

Insomma, cosa è successo? Che sparando quasi a casaccio 10 scommesse, una è andata veramente bene. E ha messo gli steroidi a tutto il resto, che nel frattempo andava benino, così così, senza infamia e senza lode, male e malissimo. 

Che poi, questa è la strategia che applicano ad esempio alcuni fondi di venture capital (soprattutto americani): investono in tante startup che considerano promettenti, nella speranza che una vada bene o benissimo e permetta loro di guadagnare (tanto) anche se tutte le altre startup in cui hanno investito falliscono e vengono smantellate.

Ha senso una strategia così per piccoli investitori di lungo periodo? Forse no. O meglio: può avere senso, come abbiamo detto varie volte, come scommessa direzionale per una parte marginale del portafoglio complessivo. Ma come portafoglio vero e proprio...si rischia davvero di farsi male.

E voi? Com’è stato il vostro primo portafoglio? Fatemi sapere alla mail mcapponi@class.it se avete esperienze che volete condividere. E se volete un approfondimento sugli Etf ad accumulazione e a distribuzione (PS: ho in cantiere anche l'episodio sugli Etf fattoriali, ho visto che siete molto interessati).

Alla prossima settimana! 



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