È partito l'iter di quotazione sul segmento dell'Aim per Alfonsino, start-up innovativa specializzata nel servizio di food order&delivery nei centri italiani di medie dimensioni (tra 25 mila e 250 mila abitanti). A differenza dei grandi competitor internazionali, Alfonsino punta sui piccoli centri. Innanzitutto opera con ciclo di cassa positivo, incassando in anticipo l'importo dell'ordine dall'utente e il mese successivo corrisponde ai partner l'importo incassato al netto della propria fee. Le linee di ricavo da clienti B2B (ossia i partner che aderiscono al servizio) prevedono una percentuale sullo scontrino, una fee d'ingresso una tantum, un canone mensile, la possibilità di fare pubblicità sui canali social e sull'app/chat di Alfonsino e sul packaging per il take away. Le linee di ricavo dai clienti B2C (utenti finali) prevedono invece le commissioni di spedizione ed eventuali servizi extra aggiuntivi. A livello di forza lavoro, la società ha adottato un modello orientato alla sostenibilità sociale attraverso l'assunzione dei driver con contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co) con garanzie e tutele Inail e riconoscimento dei contributi Inps. La retribuzione è composta da una quota fissa e da una quota variabile e corrisposta settimanalmente. Nel primo semestre del 2021 Alfonsino ha registrato ricavi per 2,2 milioni di euro a fronte di 249 mila ordini. L'iter di quotazione dovrebbe portare il gruppo sull'Aim per l'inizio di novembre. La società è stata fondata da Carmine Iodice (ceo) e Domenico Pascarella (cmo) che detengono ognuno il 23,36%. I manager Armando Cipriani (cto) e Valerio Chiacchio (cfo) detengono il 19,74 e il 3,83%. Il restante 30% è distribuito tra investitori che hanno aderito a una precedente campagna crowdfunding. L'operazione sarà in aumento di capitale e prevede un flottante del 20%. (riproduzione riservata)