La moda e il lusso di seconda mano cresceranno a livello globale da due a tre volte più velocemente rispetto al mercato del nuovo fino al 2027, grazie ai player dell'e-commerce, all'Asia e alle nuove generazioni. È quanto emerge in sintesi dal report «The state of fashion 2026» di McKinsey & company e BoF. Il fashion resale ha registrato vendite per 256 miliardi di dollari nel 2025 (pari a 219,6 miliardi di euro al cambio di ieri) ed è previsto in salita costante dell'11% entro il prossimo anno, quanto toccherà i 317 miliardi (271,9 miliardi di euro). Un trend a doppia cifra ma leggermente inferiore al +14% messo a segno dal 2023 al 2025. I marketplace online dedicati alla rivendita fanno la parte del leone, negli Stati Uniti ad esempio hanno rappresentato una quota dei ricavi ben dell'88% nel 2024. Sono aumentati anche i programmi di rivendita gestiti direttamente dalle aziende, come evidenzia la ricerca. Per citarne alcuni, grazie a Like new di Lululemon, i clienti consegnano i propri prodotti usati in cambio di un credito da utilizzare nei negozi del marchio. L'offerta resale Reselfridges del grande magazzino di lusso Selfridges sostiene invece l'obiettivo di rendere circolare il 45% del proprio business entro il 2030. L'Asia è diventata l'area più grande per il second-hand e in più rapida crescita, con un +15% previsto nel periodo 2023-27, con la Cina in testa. Se quasi il 60% dei consumatori a livello globale afferma che acquisterà prodotti di seconda mano nel corso di quest'anno, questa percentuale supera il 70% nell'ex Celeste impero. Ma anche l'Europa salirà del 12%. Si legge nel report che la rivendita è strategica per i brand per creare un effetto positivo volto a portare nuovi clienti, rafforzando la percezione di qualità e durabilità dei prodotti. In particolare i consumatori più giovani attribuiscono maggiore valore alla scoperta di pezzi unici e di articoli appartenenti a collezioni delle stagioni passate, mentre i consumatori più anziani sono maggiormente motivati dall'idea della caccia al tesoro e dagli aspetti legati all'impegno green. Il settore è in fermento grazie alla dinamicità dei suoi player. Oltre a investire in una propria infrastruttura logistica e in un sistema di pagamenti, portando internamente la gestione dei server e dei software di sicurezza, Vinted ha raggiunto una valutazione record di 8 miliardi a seguito di un'operazione secondaria di vendita azionaria guidata dal fondo Eqt. Vestiaire collective prevede di raggiungere il primo utile quest'anno dopo oltre 15 anni di attività grazie all'ottimizzazione del modello di business, mentre eBay ha acquisito Depop per 1,2 miliardi (1,2 miliardi di euro) per far gola anche alla Gen Z. Infine, focalizzandosi sull'Italia, secondo l'osservatorio Second hand economy di Ipsos Doxa per Subito, nel 2025 il 65% degli italiani ha comprato o venduto usato. In particolare, se si guarda alla tipologia dei prodotti, nella top 3 al primo posto figura il comparto abbigliamento e accessori con una quota del 49%. (riproduzione riservata)