Oltre a quelli di Bologna e Torino, in quest'ambito al momento tra i principali progetti rientrano anche quelli di Novara, Toscana e la Regione Lazio, per un totale di quasi 800 asset coinvolti tra edifici e aree.
L'esempio più avanzato e completo al momento è quello nel capoluogo torinese. Il progetto verte sulla riqualificazione degli stabilimenti dell'ex Manifattura Tabacchi (di proprietà dello Stato) ed ex Fimit (Fabbrica materiali isolanti, di proprietà del Comune), entrambi situati nel capoluogo guidato da Piero Fassino. Si tratta di edifici di fine Settecento e dell'Ottocento, più qualcosa del secolo scorso. Il progetto è appena entrato nel vivo: nelle scorse settimane è stata indetta la gara per la selezione della sgr per la gestione del fondo immobiliare che, oltre che sull'apporto dei due complessi immobiliari, potrà contare sulla raccolta di equity dagli investitori qualificati che sottoscriveranno le quote. Il fondo dovrà valorizzare gli immobili destinandone almeno la metà al social housing, comprese residenze universitarie e servizi annessi, mentre il resto potrà essere destinato a categorie del libero mercato. Il valore complessivo del portafoglio in gestione alla sgr che si aggiudicherà la gara sarà di 110 milioni. Manifestazioni di interesse sono pervenute da tutte le principali sgr italiane tra cui Prelios, Polaris, Fabrica Immobiliare, Beni Stabili Gestioni, Finint e Torre. In merito alle tempistiche, la procedura si svolgerà probabilmente dopo l'estate.
Più indietro invece gli altri progetti. Oltre a quelli citati, della partita fanno parte anche gli immobili della Regione Lazio, un patrimonio che conta 650 unità. In questo caso però il Demanio agirà solo come una sorta di super consulente che analizzerà e valuterà questo grande patrimonio.
Nel frattempo procedono anche le altre iniziative del programma Valore Paese che, oltre ai nuovi sviluppi citati, include gli immobili raggruppati sotto le insegne Affidamento Valore e Dimore. Il focus si concentra proprio su quest'ultimo perché riguarda immobili abbandonati o non pienamente utilizzati che, per valore storico-artistico e pregio ambientale e paesaggistico, risultano a forte vocazione turistico/ricettiva, l'altro importante volano di sviluppo per il mattone e per l'economia tricolore. Non a caso proprio di recente il patrimonio della rete Dimore è stato praticamente raddoppiato, passando da un centinaio a oltre 200 asset, grazie al conferimento dei propri beni da parte di vari soggetti pubblici.
Nei mesi scorsi l'Agenzia del Demanio ha pubblicato due bandi di gara a offerta libera per l'affidamento in concessione a privati di Podere Colombaia a Firenze e degli ex Caselli Daziari a Milano. Per entrambi il Demanio ha ricevuto offerte valide, e l'assegnazione dovrebbe essere ormai questione di giorni. In particolare, Podere Colombaia è una casa colonica di circa 400 metri quadrati, con annessi ampi terreni agricoli, fienile e rimessa, situati a Poggio Imperiale, nella campagna fiorentina ma a solo un chilometro dal centro storico. Quanto invece agli ex Caselli Daziari (realizzati nel 1838) in piazza Sempione a Milano, appartengono al complesso Monumentale dell'Arco della Pace, nel pieno centro della città in una zona molto vitale. La riapertura al pubblico dei Caselli, per molto tempo inaccessibili, consentirà di recuperare uno dei principali ingressi alla città aperto ai turisti, a partire da quelli che giungeranno per l'Expo 2015.
Nei mesi scorsi è stato inoltre pubblicato il primo Bando Unico, a offerta libera, per la dismissione di cinque beni in Friuli-Venezia Giulia, Marche, Puglia e Veneto, attraverso la procedura delle aste online. Altri bandi seguiranno nel corso dell'anno. In particolare, il bando prevedeva la vendita del Castello di Gradisca d'Isonzo a Gorizia, imponente complesso costituito da sei edifici di grande valore storico-architettonico, l'ex convento S. Domenico Maggiore Monteoliveto, della prima metà del '600, a Taranto e infine, nelle Marche, a Loreto (Ancona), l'edificio storico, denominato Casa Nappi, situato in prossimità del Santuario Mariano di Loreto. A differenza dei precedenti, questi edifici erano in vendita e non in concessione. Un'offerta è pervenuta per il convento di Taranto, giudicata però non congrua sotto il profilo economico.
Il bando prevedeva anche la concessione per 99 anni dell'isola di Poveglia a Venezia, costituita da tre isole molto vicine, due delle quali collegate da un ponte. Situato nella Laguna Sud, di fronte al Lido di Venezia, il complesso di isole presenta numerosi fabbricati da recuperare, dal grande valore storico e architettonico. Anche nel caso dell'isola è pervenuta un'offerta, di poco superiore a 500 mila euro, che il Demanio ha ritenuto non congrua. (riproduzione riservata)
L'ultimo bando unico rappresenta tuttavia un'eccezione. Come accennato, soprattutto per gli immobili della rete Dimore, che il Demanio vuol far diventare una sorta di marchio di qualità per gli asset che entrano a farvi parte, l'obiettivo non è la dismissione immobiliare né fare cassa per rimpinguare le casse dello Stato. Piuttosto si punta al recupero dei tanti beni demaniali sparsi in tutta Italia ma non utilizzati, abbandonati, spesso in stato di degrado, e questo dandoli in locazione a lungo termine, fino a 50 anni, a qualcuno che si impegni a riqualificarli, ma soprattutto a utilizzarli, possibilmente con ricadute positive sul territorio. Per questa ragione la valutazione delle offerte viene fatta sulla base dell'idea del progetto, nonché dell'ammontare del canone di locazione e degli investimenti proposti. Le offerte sono inoltre libere, nel senso che non viene indicata una base d'asta. (riproduzione riservata)
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