Anche l'acciaio indiano deve fare i conti con l'aumento dei costi e con una concorrenza cinese che rende difficile trasferirli sui prezzi finali. Secondo quanto riferisce Reuters, le acciaierie del Paese stanno vedendo comprimersi i margini a causa del rincaro del carbone da coke, materia prima che pesa per quasi il 40% dei costi di produzione. L'India importa il 95% del proprio fabbisogno e almeno la metà arriva dall'Australia.
Nei primi sette mesi del 2026 il prezzo del carbon coke «premium hard» australiano è salito del 25% rispetto allo scorso anno, a una media di 236 dollari per tonnellata, secondo i dati della società di consulenza Cru riportati dall'agenzia di stampa. A pesare sono le interruzioni delle forniture australiane, le tensioni in Medio Oriente e, più recentemente, un grave incidente in una miniera nello Shanxi, in Cina.
Per un'acciaieria indiana dotata di altoforno, ogni aumento di 10 dollari a tonnellata del carbon coke si traduce in 7-9 dollari di maggiori costi per tonnellata di acciaio prodotto. Il problema è che gli aumenti non possono essere facilmente trasferiti ai clienti: tre manager di grandi produttori siderurgici hanno riferito a Reuters che la concorrenza cinese a basso costo lascia poco spazio per ritoccare i prezzi.
La tensione arriva mentre l'India continua a investire per aumentare la capacità produttiva, sostenuta dalla domanda interna e dalla spinta alle infrastrutture. Le importazioni di carbon coke sono attese in crescita di 2-3 milioni di tonnellate nell'anno fiscale 2026-2027, rispetto ai 64 milioni dell'anno precedente, secondo BigMint.
Il rischio, avvertono gli esperti, è che questa tenaglia sui profitti possa frenare i piani di investimento e ritardare l'espansione della capacità produttiva, proprio mentre la domanda interna indiana viaggia a ritmi sostenuti grazie al piano nazionale promosso da Narendra Modi.
Per ridurre la dipendenza dall'Australia, l'India prova a cercare nuovi fornitori. Il Paese dovrebbe aumentare gli acquisti da Russia, Stati Uniti e Mozambico. Proprio quest'ultimo Paese è destinato, secondo Bmi, a diventare il secondo principale esportatore verso il mercato indiano. (riproduzione riservata)