Alphabet ha pagato poco meno del 7% per finanziarsi nella sua prima emissione di bond in dollari australiani. Si tratta della cedola più alta mai pagata dalla casa madre di Google, a conferma di come la necessità di liquidità da parte degli hyperscaler stia facendo aumentare il costo del finanziamento praticamente ovunque. Il colosso tecnologico statunitense ha raccolto ieri 5,5 miliardi di dollari australiani (3,9 miliardi di dollari Usa) di debito attraverso un'operazione su più tranche (3, 5, 10 e 20 anni). In particolare, il rendimento di quella a 20 anni è stato fissato al 6,98%. A conferma del forte interesse, la domanda ha superato i 18 miliardi. Gli elevati costi di finanziamento che Alphabet si trova ad affrontare riflettono più che altro i rendimenti ai massimi da diversi decenni osservati in settimana sui mercati globali (i rendimenti dei Treasury Usa a 30 anni sono saliti al livello più alto dal 2007), piuttosto che la solidità creditizia del colosso Usa, che vanta il secondo miglior rating creditizio (AA+) da parte di S&P. La ripresa dell'inflazione e l'enorme quantità di debito che governi e giganti tech stanno emettendo per finanziare le proprie ambizioni nel campo dell'intelligenza artificiale alimentano i timori sulla capacità degli investitori di assorbire tutta questa nuova offerta obbligazionaria. E le preoccupazioni che questa massiccia attività di raccolta, probabilmente ancora nelle sue fasi iniziali, possa sottrarre domanda al debito pubblico, aumentando i rischi sulle finanze statali. I grandi hyperscaler dell'AI sono «quasi insensibili al costo del finanziamento, considerata la portata dei loro piani di espansione. Questo sta contribuendo ad aumentare l'offerta di obbligazioni a lunga scadenza», ha dichiarato Thu Ha Chow, head of fixed income Asia di Robeco, in un'intervista a Bloomberg Tv. Mentre i tech fanno a gara per finanziare le infrastrutture necessarie, secondo l'esperta, l'ondata di 1.000 miliardi di dollari di investimenti legati all'AI può aumentare l'offerta di bond e mantenere elevata la volatilità sui mercati del reddito fisso. Da inizio 2026 le società con rating investment grade hanno emesso quasi 1.500 miliardi di dollari di obbligazioni, il 36% in più rispetto al 2025, e sono sulla buona strada per superare il record del 2020. Questo può esercitare pressione al rialzo sui rendimenti, soprattutto sulle scadenze lunghe. Motivo per cui Chow preferisce i bond a breve scadenza. (riproduzione riservata)