Questi primi giorni del 2023 hanno portato già un paio di novità interessanti per i terminal container dei porti italiani. Mediterranean Shipping Company (Msc), tramite il proprio braccio terminalistico Til (Terminal Investment Ltd), ha annunciato questa settimana l'acquisizione del 100% di Terminal Darsena Toscana, la banchina più ampia e importante del porto di Livorno attiva nell'imbarco e sbarco di container. Nello stesso porto toscano il gruppo armatoriale svizzero detiene già il 50% di Lorenzini, l'altro terminal container dello scalo.
Ieri invece la compagnia di navigazione tedesca Hapag Lloyd, secondo vettore per volumi di traffico da e per i porti italiani (alle spalle proprio di Msc), ha firmato l'acquisizione da Icon Infrastructure del 45% di Spinelli, gruppo attivo nei trasporti terrestri (via strada e ferrovia) di container e proprietario del Genoa Port Terminal. Complessivamente il 49% di Spinelli sarebbe passato di mano (dopo il via libera dell'autorità antitrust) per circa 200 milioni di euro secondo indiscrezioni e alla famiglia Spinelli sono finiti in tasca circa 7 milioni per il suo 4% ceduto.
Il passaggio di Terminal Darsena Toscana a Msc dovrebbe valere intorno ai 125 milioni di euro (dovrà ottenere l'ok dell'antitrust) e segna un ulteriore, significativo, consolidamento della capacità di movimentazione portuale nelle mani delle grandi compagnie di navigazione.
Se per Hapag Lloyd si tratta di un esordio sulle banchine dello Stivale come terminalista, per il gruppo ginevrino fondato da Gianluigi Aponte questa acquisizione accresce la presenza dei suoi container gialli in giro per l'Italia. Msc controlla già infatti il 100% di Terminal Bettolo a Genova, il 40% di La Spezia Container Terminal, il 50% di Lorenzini terminal e (a breve) il 100% di Terminal Darsena Toscana a Livorno, il 100% di Roma Container Terminal a Civitavecchia, il 100% di Conateco a Napoli, il 100% di Medcenter Container Terminal a Gioia Tauro, il 45% di Adriatic Container Terminal ad Ancona, il 50% di Terminal Intermodale Venezia a Marghera e l'80% di Trieste Marine Terminal. Anche nello scalo giuliano la salita all'80% grazie all'acquisto di una quota pari al 30% da T.O. Delta è un'operazione fresca degli ultimi mesi appena notificata all'Autorità garante per la concorrenza e il mercato.
Più in generale il 2022 si è dimostrato un anno vivace per le operazioni di fusione e acquisizione sulle banchine italiane con l'ingresso (con una quota del 43,6%) di Vsl Club e Smart Capital nell'impresa terminalistica F.lli Midolini attiva a Monfalcone nell'imbarco e sbarco prevalentemente di merci varie (in particolare prodotti siderurgici). La stessa Vsl Club (tramite la società veicolo Vsl Ravenna), insieme a Royal Caribbean (che a sua volta ha appena aperto il capitale del suo business portuale a Icon Infrastructure), ha dato vita nei mesi scorsi anche alla società Ravenna Civitas Cruise Port cui è stata affidata in concessione la gestione e realizzazione del nuovo terminal crociere del porto romagnolo.
Degna di nota, infine, anche l'acquisizione da parte del Salerno Terminal Container del ramo d'attività e delle superfici della società terminalistica Amoruso Giuseppe Spa nel porto di Salerno avvenuta in autunno.
In attesa dei dati definitivi sull'intero 2022, le statistiche di Assoporti aggiornate ai primi nove mesi dell'anno passato mostrano un traffico merci complessivamente superiore a 373 milioni di tonnellate, circa 3,2 milioni di container Teu in trasbordo e 5,6 milioni di Teu in import/export. Numeri che, se confermati anche nell'ultimo trimestre dell'anno, confermerebbero un trend ormai stabile da diversi anni con circa 7,5 milioni di Teu imbarcati e sbarcati nei porti gateway e circa 3,4 milioni di Teu in trasbordo (quasi esclusivamente a Gioia Tauro). (riproduzione riservata)