Più ricavi e utile in tenuta, ma niente cedola per la «dinastia Eurospin». Qualche giorno fa i diversi rami della famiglia Mion, quali azionisti di Migross, hanno deciso di mandare a riserva l'intero utile del 2025 di 27,1 milioni di euro, di poco inferiore a quello di 28,2 milioni del precedente esercizio, facendo così salire il patrimonio netto a quasi 236 milioni.
Migross, presieduta da Zeno Mion (figlio di Luigi), a capo del gruppo veronese di grande distribuzione, con i suoi 55 punti vendita a marchio «Eurospin» e «Cash&Carry Migross» ubicati soprattutto in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, che occupano circa 1.500 addetti, ha visto anno su anno i ricavi netti salire da 710 a 740 milioni (+5%), l'ebitda è però diminuito da 27,4 a 23,8 milioni, mentre anche l'ebit si è indebolito da 10,4 milioni a 9,5 milioni.
La società detiene il 25% di Eurospin Italia, le cui quote restanti sono egualmente suddivise fra la trentina Centro Alimentare Maddalene, la milanese Shop della famiglia Pozzi e la trevigiana Sinergia. E in portafoglio figurano anche il 49% di Mig Restaurant e una piccola quota di VéGé Retail.
La situazione patrimoniale di Migross resta ottima e la posizione finanziaria netta a breve, che è positiva, anno su anno è migliorata da 27,7 milioni a 40,3 milioni. Nell'attivo di 355,4 milioni figurano liquidità per 38,3 milioni, crediti per 39 milioni e terreni e fabbricati per circa 170 milioni. (riproduzione riservata)