Le borse europee hanno tenuto tutto il giorno gli occhi rivolti verso lo Stretto di Hormuz per capire se avrebbe effettivamente riaperto o meno. Ma nel tardo pomeriggio l'incognita non era stata ancora svelata e i listini europei, di conseguenza, si sono mossi in ordine sparso, senza particolari strappi. In mattinata sembrava vicino un accordo provvisorio tra Washington, Teheran e l'Oman. Secondo quanto riportato dalla testata Axios, l'intesa prevedeva un patto di 60 giorni per garantire il transito sicuro delle navi attraverso lo stretto, il tutto senza pagamento di pedaggi. L'entusiasmo della mattinata si è lentamente spento nel corso della giornata. Poco dopo le indiscrezioni sulle trattative, l'emittente statale iraniana Irib ha fatto sapere che qualsiasi accordo tra Iran e Oman sulle future modalità di navigazione nello Stretto di Hormuz non avrebbe portato alla riapertura immediata delle rotte e, secondo Reuters, il testo in esame avrebbe dato a Teheran il controllo del traffico navale. La notizia di un'intesa è arrivata pochi minuti prima della chiusura delle borse europee: il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha annunciato il raggiungimento di un accordo tra Iran e Oman sulle caratteristiche geografiche di una rotta marittima a Hormuz. Baghaei ha aggiunto che un'azione militare Usa nella regione potrebbe comunque comprometterne la sicurezza.
Ad alimentare ulteriormente l'incertezza sulla situazione mediorientale ha pensato il gruppo terroristico yemenita degli Houthi che ha colpito una petroliera saudita nel Mar Rosso, mentre Israele è tornato ad attaccare il Libano meridionale, infrangendo il cessate il fuoco, dopo che due suoi soldati sono stati uccisi da un ordigno.
In questo contesto, dopo una giornata all'insegna della volatilità, alle ore 18:30 il prezzo del petrolio era contrastato: il Wti veniva scambiato a 76 dollari al barile (-0,2%) e il Brent a 80 dollari (+0,5%).
Scende Piazza Affari che, dopo aver aggiornato il record intraday a 53.870 punti, ha chiuso la seduta in ribasso dello 0,2% a quota 53.446 punti. Sul Ftse Mib ha pesato l'incertezza riguardo la riapertura dello Stretto di Hormuz. Tra le blue chip, le peggiori performance della giornata sono state registrate da Inwit (-2,8%), Fincantieri (-2,3%) e Stellantis (-1,8%). Invece, Brunello Cucinelli (+1,8%), Banca Monte Paschi di Siena (+1,6%) e Leonardo (+1,5%) sono stati i migliori titoli della seduta. Lo spread Btp/Bund si è attestato a 78 punti (+0,68%), con il rendimento del decennale italiano a 3,88%. Da segnalare il calo dell'1,6% di Stm causato, soprattutto, dal tonfo oltreoceano di SpaceX (-8,4% a metà seduta) e Amd (-5,8%). Le due aziende Usa, nonostante i buoni risultati della trimestrale, non hanno convinto gli investitori sulla sostenibilità degli investimenti nell'AI.
Roma però può essere soddisfatta dell'indice Pmi S&P Global Italy Services, salito a 52,5 a luglio 2026 dal 50,2 di giugno. Risultato che supera le aspettative del mercato (51,3) e segna la più forte espansione dell'attività economica da gennaio. Bene anche la crescita dell'occupazione, che ha raggiunto il massimo degli ultimi 13 mesi, mentre il calo degli ordini in essere si è attenuato, indicando un miglioramento delle condizioni di capacità produttiva.
Per quanto riguarda le altre principali piazze europee, Londra chiude positivamente a +0,1%, Parigi resta stazionaria, mentre Francoforte è scesa dello 0,3%.
Passando alle borse americane, intorno alle 19 i listini si muovevano in ordine sparso: il Dow Jones guadagnava lo 0,8%, l'S&P 500 era invariato, mentre il Nasdaq perdeva lo 0,3%. I mercati stavano valutando le trattative relative allo Stretto di Hormuz, mentre erano appesantiti dal calo di SpaceX e Amd. Da segnalare la solida performance di Bending Spoons: l'azienda italiana quotata sul Nasdaq alle 19 segnava un +21,2%, nel giorno successivo all'annuncio dell'acquisizione di Airtable per quasi 1,3 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)