Gli analisti promuovono la semestrale di Intesa Sanpaolo e alzano il prezzo obiettivo sul titolo, premiando risultati superiori alle attese, la revisione al rialzo della guidance e le prospettive legate all'opas su Mps. Nei report pubblicati dopo la presentazione dei conti da parte del ceo Carlo Messina ricorre un giudizio comune: l'operazione sulla banca senese rappresenta un'ulteriore opportunità di creazione di valore e un acceleratore del piano industriale.
Rbc definisce i risultati «solidi» e, alla luce dei conti, aggiorna le proprie stime, portando il target price a 7,25 euro e confermando il giudizio «outperform». La banca d'affari ritiene che il nuovo obiettivo di utile netto per il 2026, rivisto dal management a oltre 10 miliardi, possa essere superato: «prevediamo 10,6 miliardi, con un margine di interesse netto di 15,3 miliardi, una crescita su base annua di circa il 5% dei ricavi da commissioni e una crescita di circa il 6% dei ricavi assicurativi».
Anche Oddo ha rivisto al rialzo il prezzo obiettivo, da 7,4 a 7,6 euro, sottolineando gli «eccellenti risultati operativi sottostanti nel secondo trimestre e nel primo semestre del 2026». Secondo gli analisti «Intesa Sanpaolo ha chiaramente impressionato dal punto di vista operativo nel secondo trimestre e nel primo semestre del 2026».
Grande attenzione è dedicata anche al dossier Mps. Oddo ricorda che il «prospetto informativo è stato depositato e il gruppo è in attesa delle necessarie approvazioni normative entro la fine di settembre» per poter avviare il periodo di adesione all'offerta, previsto fino a dicembre 2026.
Per Messina, osservano gli analisti, il punto centrale è che l'operazione rappresenta un «catalizzatore per la creazione di valore, con un rischio di esecuzione considerato basso». Nonostante le riserve espresse dal consiglio di amministrazione di Mps, il gruppo rimane «fiducioso» e «non vi sono segnali di una riduzione o di adeguamenti previsti dei termini della propria offerta».
Giudizio positivo anche da Kepler, che ha alzato il target price da 6,3 a 7 euro, confermando la raccomandazione «buy». Per la casa d'affari i risultati del secondo trimestre sono stati «migliori del previsto grazie a una maggiore generazione di ricavi», mentre l'offerta su Mps continua a rappresentare «un'ulteriore opportunità di creazione di valore» e «un acceleratore del piano di Intesa». Sul fronte Generali, gli analisti riportano inoltre la valutazione del management secondo cui sarebbe «estremamente difficile per Mps vendere la partecipazione in Generali» e che le tensioni emerse nel cda della banca senese rappresentano «un'ulteriore prova della necessità di stabilizzarne la governance». (riproduzione riservata)